
La Lazio passa a Verona, ma Sarri è insoddisfatto del mercato
Tre punti pesanti e una dedica speciale per i centoventisei anni di storia biancoceleste festeggiati proprio sotto il settore ospiti del Bentegodi. La Lazio espugna Verona grazie a un’autorete di Nelsson, ironia della sorte proprio un ex romanista, regalando a Maurizio Sarri la prima gioia di questo 2026. Una vittoria che il tecnico definisce “spietata e meritata“, arrivata al termine di una sfida combattuta che permette alla squadra di guardare alla classifica con rinnovato ottimismo, nonostante un clima interno che resta elettrico per le dinamiche legate al calciomercato e alla gestione della rosa.
Nel dopo partita, l’allenatore toscano non ha nascosto la propria soddisfazione per il risultato, pur mantenendo un profilo critico nei confronti della programmazione societaria. Il tecnico ha sottolineato la difficoltà di una stagione iniziata con il blocco delle trattative e proseguita tra infortuni e cambiamenti in corsa, ammettendo che “ciò che mi sconcerta è che ogni anno alla Lazio sembra sempre l’anno zero”. Sarri ha poi rincarato la dose sulla qualità dei nuovi arrivi rispetto alle sue richieste specifiche, evidenziando come in certi ruoli i profili si avvicinino alle sue idee, mentre in altri la distanza resti netta. Nonostante i rammarichi per gli arbitraggi e le troppe gare giocate in inferiorità numerica, il Comandante ha rivolto un plauso ai nuovi acquisti Taylor e Ratkov: “Si sono dimostrati subito pronti a mettersi a disposizione nonostante il poco tempo per conoscersi“.
Mentre la squadra celebra il ritorno in campo di Nicolò Rovella dopo un lungo stop forzato, la dirigenza guidata da Fabiani è impegnata su più tavoli per completare l’organico. Il nome caldo per il centrocampo resta quello di Quinten Timber del Feyenoord, individuato come il sostituto ideale di Guendouzi per caratteristiche fisiche e dinamismo. La trattativa non è semplice: il club olandese ha respinto una prima offerta da quattro milioni di euro e la concorrenza della Premier League rende l’operazione in salita, considerando anche le elevate commissioni richieste dall’entourage del giocatore. Resta viva anche la pista che porta a Tóth del Ferencváros, per il quale la Lazio ha alzato l’offerta a dodici milioni di euro, attendendo una risposta definitiva dal club ungherese.
Il vero sogno del presidente Lotito e del direttore sportivo riguarda però il reparto offensivo. L’obiettivo principale è Rayan, il diciannovenne astro nascente del Vasco da Gama. Per battere la concorrenza di colossi europei come Bayern Monaco e Borussia Dortmund, la società biancoceleste ha proposto venti milioni di euro per rilevare la metà del cartellino del giovane talento brasiliano. Si tratta di un investimento coraggioso che potrebbe essere finanziato dalle cessioni, con Cancellieri nel mirino del Brentford e le posizioni di Isaksen e Dia sempre monitorate in attesa di offerte congrue. Sullo sfondo resta anche il nodo terzino sinistro: se Nuno Tavares dovesse accettare la destinazione turca del Besiktas o le sirene arabe dell’Al-Ittihad, il sostituto già bloccato sarebbe Pedraza del Villarreal.
La serata di Verona ha restituito alla Lazio certezze importanti, come la solidità difensiva guidata da un Gila sempre più maturo e la capacità di incidere di Manuel Lazzari a partita in corso. “Speriamo che la società ci faccia due-tre inserimenti decisivi per fare un salto di qualità”, ha concluso Sarri con un sorriso amaro.