
Gasperini prepara il suo primo ritorno a Bergamo da avversario
Nel calcio esistono ritorni che sanno di nostalgia e addii che profumano di liberazione. Se il ritorno di Daniele De Rossi sulla panchina giallorossa è stato vissuto da molti come l’esposizione di una bandiera nel momento del massimo malumore popolare, l’approdo di Gian Piero Gasperini nella Capitale rappresenta la rottura di un cordone ombelicale durato nove anni. Dopo 439 panchine a Bergamo e una bacheca impreziosita da una Europa League storica, il tecnico piemontese ha avuto il coraggio di dire basta a una routine che rischiava di trasformarsi in consunzione. A 67 anni, ha scelto la sfida più difficile: rimettersi in gioco in una piazza che, storicamente, accoglie con diffidenza chi non usa parole smielate.
I numeri del suo passato all’Atalanta parlano di una continuità impressionante, con 228 vittorie e il 51,94% di successi, ma è il presente romano a certificare la bontà della sua scelta. Gasperini ha portato a Trigoria il suo solito menù: serietà, lavoro maniacale e una schiettezza che non lascia spazio a compromessi. I primi mesi della stagione 2025/2026 lo hanno visto protagonista di un’altalena di vertice, toccando il primo posto e assestandosi ora in una quarta posizione che difende con le unghie. Per la Roma, questo piazzamento non è solo un numero, ma l’ossessione con la lettera maiuscola: quel ritorno in Champions League che manca ormai da troppo tempo.
La storia recente del club giallorosso è stata costellata di progetti ambiziosi ma incompiuti. Dal ciclo di José Mourinho a quello di De Rossi, la squadra ha accarezzato grandi traguardi europei, vincendo una Conference League e sfiorando due volte l’Europa League, ma è sempre rimasta a guardare quando si trattava di sedersi al tavolo delle grandi d’Europa. Come suggeriva John Lennon nella sua celebre Beautiful Boy, «la vita è ciò che ti succede mentre sei impegnato in altri progetti», e per la Roma la vita reale oggi si chiama quarto posto. In un campionato anomalo e privo di un vero padrone, l’occasione attuale appare irripetibile e non può essere sprecata.
Per blindare questo obiettivo vitale, Gasperini ha tracciato una rotta chiara che passa inevitabilmente per il calciomercato di riparazione. Il tecnico non si nasconde e chiede alla società uno sforzo supplementare: due attaccanti e un difensore centrale per completare un organico che, sebbene competitivo, necessita di alternative di livello per reggere l’urto della seconda parte di stagione. La sua storia insegna che, se messo nelle condizioni ideali e ascoltato nelle richieste tecniche, Gasperini è un chirurgo della classifica capace di ottenere risultati straordinari.
Domani, contro l’Atalanta, la Roma dovrebbe ripresentare l’undici titolare che ha ben figurato contro il Genoa, un segnale di continuità in un momento cruciale. Centrare la qualificazione alla massima competizione europea è diventato un imperativo non solo sportivo, ma anche economico, per evitare di dover ripartire da zero e rischiare di perdere i pezzi pregiati della rosa. Gasperini sa che la sua scommessa romana passerà da questi mesi: trasformare una piazza passionale in una macchina da punti capace di tornare finalmente nell’élite del calcio che conta.