
Gasp soddisfatto della sua Roma, ma è ansia per Konè
Il post-partita di Roma-Milan ha consegnato ai microfoni di Dazn un Gian Piero Gasperini dai sentimenti contrastanti, sospeso tra l’orgoglio per una prestazione di alto livello e il rammarico per un bottino pieno sfumato solo per questione di dettagli. L’allenatore giallorosso ha iniziato la sua analisi sottolineando la complessità di una sfida giocata contro una delle corazzate del campionato, ammettendo che il pareggio finale, sebbene prezioso, lascia un pizzico di amaro in bocca per come la gara si era sviluppata. Secondo il tecnico, la capacità del Milan di colpire non appena trova spazio rende ogni minima distrazione fatale, ma la reazione della sua squadra è stata quella di un gruppo che non ha alcuna intenzione di recitare un ruolo da comprimaria.
Il tecnico ha poi voluto chiarire la situazione relativa alla scelta del rigorista, un tema che aveva suscitato curiosità tra i tifosi visti i cambi effettuati durante il match. Gasperini ha spiegato che le uscite dal campo di Dybala e Male avevano rimescolato le gerarchie prestabilite, portando inizialmente l’attenzione su Cristante. Tuttavia, l’ingresso in campo del capitano ha risolto ogni dubbio tattico e psicologico: «Avevamo scelto Cristante, ma poi è entrato Pellegrini e l’ha calciato molto bene», ha commentato l’allenatore, evidenziando la freddezza del numero sette nel momento cruciale della sfida. Nonostante la vittoria non sia arrivata, Gasperini vede il bicchiere mezzo pieno, forte di una classifica che vede i rossoneri come seconda forza del torneo e di una prestazione che, a suo dire, fa uscire la Roma molto rinforzata sotto il profilo della consapevolezza.
Un capitolo importante della sua analisi è stato dedicato alla filosofia del club e alla valorizzazione dei tantissimi giovani che compongono l’ossatura della rosa. La Roma si sta trasformando in un laboratorio di talenti Under 25 e Under 20, un percorso che Gasperini sposa con entusiasmo e che inizia a dare frutti evidenti anche contro le grandi. Tra le note più liete spicca Donyell Malen, descritto come un calciatore straordinario che sta trovando continuità e resistenza fisica, andando vicino al gol anche in questa occasione. Ma è in difesa che si vedono i miglioramenti più sorprendenti, incarnati dalla crescita di Daniele Ghilardi. Il giovane difensore, reduce da un’ottima prova anche in Europa contro lo Stoccarda, sembra aver trovato quell’equilibrio che gli mancava a inizio stagione: «È cresciuto in modo esponenziale rispetto all’inizio della stagione dove alternava entrate fuori tempo a buone qualità. È maturato e ha più equilibrio», ha osservato il mister, sottolineando come il tempo e il lavoro quotidiano siano i migliori alleati per chi ha talento.
Dal punto di vista tattico, l’allenatore ha lodato l’applicazione dei suoi nel limitare i velocisti del Milan, citando nomi del calibro di Leao, Nkunku e Rabiot. Non concedere il contropiede a una squadra così letale nello spazio è stato considerato un grande merito collettivo, frutto di marcature preventive studiate nei minimi dettagli. Tuttavia, la serata è stata macchiata dall’infortunio occorso a Manu Koné al 59esimo minuto. Il centrocampista è uscito toccandosi il flessore destro e la diagnosi a caldo di Gasperini non lascia presagire nulla di buono per le prossime settimane: «Si è stirato», ha dichiarato laconicamente in conferenza stampa. Una perdita pesante che obbligherà lo staff tecnico a cercare nuove soluzioni in attesa degli esami strumentali che definiranno meglio la durata dell’assenza del centrocampista.