Droga e piazze di spaccio a Roma, sequestrati quattro chili in tre giorni

16/12/2025

Non meno di quattro chili di cocaina e hashish sequestrati in appena tre giorni. È il bilancio delle operazioni condotte dai carabinieri nelle principali piazze di spaccio della Capitale, dove le attività di controllo sono state rafforzate su impulso della Prefettura. Le verifiche si sono concentrate ancora una volta nei quartieri simbolo del narcotraffico romano, da Tor Bella Monaca a San Basilio, passando per il Quarticciolo, territori considerati veri e propri avamposti dello spaccio urbano. Qui, con l’avvicinarsi delle festività, è aumentata sensibilmente la domanda di sostanze stupefacenti e, di conseguenza, il volume d’affari delle organizzazioni criminali.

Negli ultimi giorni i militari hanno registrato un’intensificazione dei movimenti, con vere e proprie staffette composte da scooter e auto a noleggio che trasportano la droga verso altre zone della città. Un traffico più frenetico, alimentato dall’incremento degli acquirenti, che si traduce in un maggiore rischio anche sul piano dell’ordine pubblico. Le piazze storiche restano il cuore pulsante del sistema, ma la distribuzione appare sempre più ramificata, pronta a intercettare una clientela che cresce in particolari periodi dell’anno, soprattutto in concomitanza con feste ed eventi.

Il profilo degli acquirenti fermati nell’ultimo fine settimana racconta una realtà trasversale. Accanto ai consumatori abituali, i carabinieri hanno identificato numerosi insospettabili, anche molto giovani. Emblematico quanto accaduto in via di Bravetta, dove un cittadino egiziano è stato denunciato per spaccio mentre cedeva una dose di hashish a un ragazzo di appena quindici anni. Un episodio che conferma come lo smercio punti sempre più a intercettare fasce d’età giovanissime, approfittando della facilità di accesso alle sostanze.

Solo a Tor Bella Monaca i militari hanno sequestrato circa tre chili di stupefacenti tra cocaina e cannabinoidi, arrestando quattro persone. Tre di queste risultano straniere e irregolari sul territorio nazionale, con precedenti specifici e impiegate come manovalanza di basso livello da chi gestisce le piazze. Una dinamica che si ripete anche negli arresti effettuati al Quarticciolo, a San Basilio e a Primavalle, dove emerge con chiarezza un modello organizzativo fondato sullo sfruttamento.

Dalle inchieste condotte negli ultimi anni, infatti, è emerso come le organizzazioni criminali tendano a risparmiare cifre consistenti, stimate in almeno 300 mila euro l’anno, utilizzando pusher stranieri al posto di quelli italiani. Questi ultimi, quando arrestati, beneficiano spesso di una copertura economica: stipendi regolari, pagamento delle spese legali e, in alcuni casi, sostegni mensili alle famiglie. Un sistema che non viene applicato agli spacciatori nordafricani, in particolare egiziani, marocchini e tunisini, pagati a giornata con somme irrisorie, tra i 20 e i 30 euro, e poi lasciati al loro destino in caso di arresto.

Diverso il profilo di alcuni italiani fermati nello stesso periodo. A Tor Bella Monaca, un 28enne è stato trovato in possesso di un appartamento trasformato in deposito di droga, con oltre quattromila euro in contanti e una pistola Beretta con matricola abrasa e dieci munizioni calibro 9×21. In casa c’era tutto l’occorrente per il confezionamento delle dosi, comprese le sostanze da taglio come il mannitolo. L’arma è stata inviata ai laboratori del Ris per accertare un eventuale utilizzo in precedenti episodi criminali.

Le operazioni hanno interessato anche altre zone della città. Al Quarticciolo i controlli si sono concentrati tra via Ostuni e viale Palmiro Togliatti, mentre a Bravetta, oltre alla droga, i carabinieri hanno sequestrato un vero e proprio kit da scasso. Due cittadini georgiani, di 28 e 54 anni, sono stati fermati in via della Pisana con attrezzi per la duplicazione delle chiavi, borse schermate, denaro contante e strumenti da effrazione. Un segnale ulteriore di come criminalità diffusa e traffico di stupefacenti continuino a intrecciarsi, alimentando un circuito illegale che, soprattutto nei periodi festivi, mostra tutta la sua pericolosa vitalità.

M.M.

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