
Dai cantieri del centro alla solidarietà in periferia: così gli ulivi di viale Mazzini producono olio per le famiglie fragili
Un perfetto esempio di circolarità urbana, sussidiarietà e solidarietà sociale sta prendendo forma a Torre Spaccata, al confine tra i Municipii VI e VII. Gli ulivi rimossi da viale Mazzini per far spazio ai cantieri di riqualificazione giubilare sono stati trapiantati nel Parco dei Romanisti, dove quest’anno consentiranno di produrre oltre 100 litri di olio extravergine d’oliva destinati alle famiglie in difficoltà del quartiere.
L’iniziativa, denominata “Olio Bene Comune”, vede protagonisti i volontari dell’Associazione di Promozione Sociale Gaspar8 e del Comitato di Quartiere locale, ed è stata visitata nel fine settimana del 10 e 11 ottobre 2026 dall’Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Rifiuti di Roma Capitale, Sabrina Alfonsi.
1. Dalle rimozioni di Prati al trapianto a Torre Spaccata
La storia di questi alberi nasce nell’ambito dei lavori di sistemazione urbana realizzati nel quartiere Prati per il Giubileo:
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Il ripristino filologico a Prati: Per ripristinare lo storico filare alberato originariamente progettato dall’architetto Raffaele De Vico lungo viale Mazzini, la piantumazione delle essenze previste dal disegno d’epoca ha reso necessaria la rimozione di 13 ulivi collocati in tempi più recenti.
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La nuova dimora in periferia: Invece di essere dismessi, gli alberi sono stati trapiantati nel Parco dei Romanisti, andando a integrare un nucleo preesistente fino a raggiungere un totale di 35 piante.
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La cura dei cittadini: I volontari si sono presi cura del radicamento e dell’irrigazione estiva degli ulivi, garantendo la loro sopravvivenza e la piena produttività. Per la campagna di raccolta 2026 si stima un raccolto di circa 700-800 kg di olive.
2. Il ruolo dei “Patti di Collaborazione” e la distribuzione Caritas
Il progetto si sviluppa all’interno della cornice regolamentare dei Patti di Collaborazione, lo strumento amministrativo di sussidiarietà orizzontale che permette a cittadini singoli o associati di stipulare accordi con Roma Capitale per la gestione condivisa e la valorizzazione dei beni comuni.
Tutto l’olio ricavato dalla molitura verrà devoluto direttamente alle due sedi Caritas di zona, che provvederanno a distribuirlo all’interno dei pacchi alimentari per le persone e le famiglie in condizione di fragilità economica nel territorio.
3. L’agricoltura urbana come modello sociale ed ecologico
L’esperienza di Torre Spaccata si inserisce in un piano più ampio gestito dal Campidoglio per valorizzare l’identità agricola e la biodiversità della Capitale, affiancandosi ad altre realtà virtuose come il Parco Salvator Allende (Municipio VII) e gli orti urbani “Parco Ort9 – Sergio Albani” a Casal Brunori (Municipio IX).
«I Patti di Collaborazione si dimostrano uno strumento estremamente efficace di autentica partecipazione nella gestione dei beni comuni. Esperienze come quella del Parco dei Romanisti testimoniano il valore dell’agricoltura urbana non solo per la tutela del suolo e della biodiversità, ma anche per la sua potente funzione sociale e solidale. Gli uliveti e i vigneti urbani sono parte integrante dell’identità di Roma: per questo stiamo lavorando anche a un progetto di recupero del grande uliveto di Villa Glori, con un primo intervento di potatura nei prossimi mesi.»
— Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Rifiuti di Roma Capitale