
Crisi energetica, manca il carburante per gli aerei, tagli ai piccoli scali
Il panorama del trasporto aereo italiano si trova ad affrontare una nuova e preoccupante sfida a pochi giorni dal lancio di un allarme che riguarda la possibile carenza di carburante per i prossimi mesi. Le prime avvisaglie di questa crisi si sono manifestate con limitazioni concrete alle forniture messe in atto da Air Bp Italia, la divisione nazionale di uno dei principali operatori del settore. La segnalazione indica una disponibilità ridotta di cherosene almeno fino alla serata di giovedì 9 aprile, coinvolgendo scali strategici come Milano Linate, Venezia, Treviso e Bologna. Nonostante la delicatezza della situazione, i gestori aeroportuali, tra cui il gruppo Save, cercano di rassicurare l’utenza spiegando che non dovrebbero esserci riflessi immediati sull’operatività dei voli, siano essi europei o intercontinentali. La presenza di produttori nazionali solidi come Eni e Sarlux garantisce infatti una certa capacità di reazione, evitando per il momento una carenza totale di scorte.
In questo scenario di incertezza, è stata stabilita una gerarchia precisa per la distribuzione del carburante rimanente, dando assoluta priorità ai voli di Stato, alle aeroambulanze e ai collegamenti di lunga durata che superano le tre ore di volo. Per tutti gli altri operatori che gestiscono tratte più brevi, è stato imposto un tetto massimo di rifornimento fissato a circa duemila litri per ogni aeromobile. Questa misura ha spinto le compagnie a consigliare ai propri piloti, in particolare per chi decolla da Venezia, di adottare la tecnica del rifornimento preventivo negli scali precedenti per garantire la copertura della tratta successiva. Il 9 aprile rappresenterà un momento cruciale, poiché coinciderà con l’esaurimento dei carichi di jet fuel già programmati, anche se si attende con speranza l’arrivo in Europa di una nave cisterna proveniente dal Canale di Suez per ridimensionare le difficoltà attuali.
Le ripercussioni economiche sono già visibili a livello globale, con un raddoppio del costo del carburante che ha trascinato verso l’alto i prezzi dei biglietti, mediamente più cari del 30%. Sulla questione è intervenuto Pierluigi Di Palma, presidente dell’Ente nazionale aviazione civile, che ha cercato di circoscrivere il fenomeno: «il problema nei quattro scali italiani è contingente, legato evidentemente più alle vacanze pasquali e alla domanda in aumento in questi giorni, che al blocco dello Stretto di Hormuz: sono due situazioni diverse da non collegare». Tuttavia, le preoccupazioni delle grandi compagnie come Ryanair restano elevate, con proiezioni che ipotizzano rischi per il 25% delle forniture europee qualora i conflitti in Medio Oriente dovessero protrarsi. Anche Lufthansa sta già valutando piani di emergenza che potrebbero portare a tagli di rotte meno frequentate tra giugno e agosto, interessando potenzialmente anche i collegamenti verso il Sud Italia dagli scali minori.
La stabilità del settore nel breve periodo appare legata a strumenti finanziari di protezione, come sottolineato da Andrea Giuricin, docente all’Università Bicocca ed esperto di trasporti: «le compagnie sono poi in gran parte protette dal rischio, almeno nel breve-medio periodo, con i contratti di hedging. Bloccano i costi futuri tramite accordi forward o futures, spesso agendo come assicurazione». Sebbene queste manovre possano mitigare l’impatto dei rincari, non risolvono la questione della disponibilità fisica del prodotto, che resta il vero nodo critico per l’imminente stagione estiva. La pressione è forte anche sui grandi hub del Medio Oriente come Doha e Abu Dhabi, che stanno registrando pesanti rallentamenti operativi. Il monito finale di Di Palma resta comunque improntato alla cautela per il futuro prossimo: «Se il conflitto dovesse continuare a lungo, ci saranno conseguenze». L’Europa continua a importare il 30% del proprio fabbisogno di carburante e la tenuta del sistema sarà messa a dura prova entro la fine di settembre, con il rischio di tagli ben più ingenti per la stagione autunnale.