Caso Report, la Rai passa al setaccio le inchieste trasmesse

13/07/2026

I riflettori dei piani alti della televisione pubblica sono completamente accesi e puntati sulla trasmissione Report e sulla complessa vicenda che vede coinvolti il conduttore Sigfrido Ranucci e il faccendiere Valter Lavitola. Mentre le repliche estive del programma investigativo di Rai3 sono state messe momentaneamente in stand-by, la tensione all’interno di viale Mazzini continua a salire. I vertici dell’azienda replicano con fermezza a chi parla di indagini interne, precisando che sulla vicenda indaga, semmai, la magistratura. Nonostante questa precisazione ufficiale, la Rai è fermamente decisa a controllare, verificare e setacciare ogni singolo aspetto legato alla vicenda.

Le verifiche dei vertici aziendali si stanno concentrando in particolare sulla struttura ricettiva di Lavitola, un B&B situato a brevissima distanza da un noto bistrot di mare romano dove il faccendiere era solito ospitare Ranucci insieme a un variegato parterre composto da esponenti politici, imprenditori, lobbisti e amici. Lo stesso Lavitola ha ammesso pubblicamente di aver offerto ospitalità gratuita a un solo giornalista della redazione investigativa durante il periodo della pandemia. Attualmente la dirigenza Rai intende fare luce sull’eventualità che le porte della struttura ricettiva si siano aperte per altri collaboratori o ospiti della trasmissione, una circostanza che solo le ricevute e la contabilità interna del programma potranno eventualmente chiarire, mentre l’intera squadra di Ranucci nega con forza di aver mai fatto affidamento in pianta stabile sulle strutture riconducibili al faccendiere.

Il caso ha inevitabilmente acceso un forte scontro politico, con il centrodestra che esercita un pressing crescente per chiedere una sospensione prolungata della trasmissione, andando oltre la semplice pausa estiva. Gli esponenti di Fratelli d’Italia hanno espresso l’auspicio che la redazione guidata da Sigfrido Ranucci approfitti dello stop estivo per fare piena chiarezza sui rapporti di amicizia con Lavitola. Anche la Lega è intervenuta sulla questione, sostenendo la necessità di tutelare la credibilità del servizio pubblico a fronte degli sviluppi dell’inchiesta.

Di fronte a questo scenario e alle indiscrezioni di stampa su un presunto asse con Lavitola per orientare le inchieste giornalistiche nel settore delle energie rinnovabili nel Lazio, Ranucci ha reagito con forza respingendo ogni accusa: «Contrariamente a quanto è stato scritto sui giornali, la redazione è – sì – stordita ma unitissima e coesa, come sempre è stato in questi 30 anni di storia di ‘Report’. Tutto il resto è puramente sciacallaggio. Io non sono e non voglio essere un puro. Ma ‘Report’ è una trasmissione pura.» Ranucci ha inoltre negato categoricamente l’esistenza di inchieste condizionate: «Non esiste nessuna inchiesta di Report sull’eolico condizionata da Lavitola – si difende Ranucci – In generale non esiste nessuna inchiesta di Report condizionata da Lavitola. Questo possono testimoniarlo tutti i collaboratori che hanno partecipato alla realizzazione delle varie puntate della trasmissione.»

Tutta la squadra dei collaboratori del programma ha fatto quadrato attorno al proprio conduttore, avviando una mobilitazione telematica attraverso le piattaforme social. I colleghi del giornalista hanno diffuso una nota ufficiale per ribadire la propria compattezza: «Siamo completamente coesi, compatti e fermamente motivati a difendere Report centimetro per centimetro», invitando il pubblico a sostenere la trasmissione. Sebbene l’azienda smentisca un avvicendamento immediato alla guida del programma, ricordando che c’è tempo fino al mese di novembre, l’analisi dei potenziali sostituti sembra già avviata. Sulla posizione del giornalista pesano non solo i rapporti da accertare con Lavitola, ma anche una serie di precedenti controversi accumulati nel tempo, che spaziano dal caso Boccia-Sangiuliano fino alle polemiche sul presunto utilizzo di trojan contro le procure.

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