
Caso-Federica Torzullo: tracce di sangue nella casa di Anguillara Sabazia
Il mistero che avvolge la scomparsa di Federica Torzullo, l’ingegnere gestionale di 41 anni svanita nel nulla nella notte tra l’8 e il 9 gennaio 2026, si arricchisce di dettagli inquietanti che sembrano allontanare definitivamente l’ipotesi di un allontanamento volontario. Nelle ultime ore, i rilievi scientifici effettuati all’interno dell’abitazione familiare ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma, hanno rivelato la presenza di tracce ematiche. L’utilizzo del luminol da parte degli specialisti ha dato esito positivo, confermando che in quella casa potrebbe essersi consumato un episodio di violenza, sebbene resti ancora da accertare attraverso le analisi di laboratorio se quel sangue appartenga effettivamente alla donna. Nonostante questo riscontro oggettivo, del corpo della 41enne non è stata trovata finora alcuna traccia, lasciando i soccorritori e gli inquirenti in una ricerca affannosa che si sta estendendo su tutto il territorio circostante.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Civitavecchia sotto la guida di Alberto Liguori, hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati del marito della donna, con l’accusa di omicidio. L’uomo al momento resta a piede libero, ma la sua posizione è costantemente monitorata dai carabinieri del nucleo investigativo di Ostia. I genitori di Federica, Roberta e Stefano, hanno espresso tutto il loro dolore e la loro incredulità durante un recente intervento televisivo, sottolineando come la figlia fosse legatissima al suo bambino di 10 anni. Secondo il loro racconto, il giorno della scomparsa era tutto programmato per un evento di famiglia: «Dovevamo partire alle 14.30 per andare al battesimo di nostro nipote. Invece è sparita. Ma lei non avrebbe mai abbandonato il figlio».
Il quadro investigativo si sta concentrando con particolare attenzione sulla vita privata della coppia, che nell’ultimo anno sembrava aver subito una frattura insanabile. Federica Torzullo avrebbe infatti iniziato una relazione extraconiugale con un uomo residente ad Ascoli Piceno, un legame che la portava a spostarsi regolarmente ogni due settimane e che ormai non avrebbe rappresentato più un segreto tra le mura domestiche. Gli investigatori ipotizzano che proprio questa esistenza parallela possa essere stata la scintilla di un conflitto fatale. La situazione di tensione era confermata dal fatto che i coniugi si fossero già rivolti a un avvocato l’11 dicembre scorso per avviare le pratiche della separazione.
Molti sono i punti oscuri che non tornano nel racconto fornito dal marito. Mentre l’auto di Federica è rimasta ferma nel garage, un fatto giudicato anomalo dai genitori poiché «Federica usava l’auto anche per piccoli tragitti», i movimenti della vettura dell’imprenditore nella mattinata del 9 gennaio hanno sollevato forti dubbi. L’uomo sarebbe uscito molto presto di casa, raggiungendo però il posto di lavoro solo intorno alle dieci del mattino, lasciando un vuoto temporale di diverse ore ancora tutto da giustificare. Inoltre, resta l’enigma del messaggio inviato dal cellulare della donna alla madre alle 8.05 di quel mattino, un testo che secondo i familiari potrebbe non essere stato scritto da lei. Pochi minuti dopo, il segnale dello smartphone è cessato definitivamente. Nel frattempo, i carabinieri hanno setacciato il giardino della villa e i fondali del lago di Bracciano, alla ricerca di un qualsiasi elemento che possa fare luce sulla sorte di una madre che sembra essere stata inghiottita dal buio della notte.
M.M.