
Bologna_Roma di Europa League, Gasperini si affida ancora a Malen
L’ingresso di Gasperini nella sala stampa dello stadio Dall’Ara, avvenuto al fianco del portiere Svilar, è stato accompagnato da un’espressione carica di pensieri, quasi a voler percepire il mutamento del clima attorno alla sua Roma in quest’ultima settimana. I recenti passi falsi, culminati con la rete decisiva di Gatti e l’inaspettato smacco subito dall’ex De Rossi, hanno incrinato quelle certezze che sembravano consolidate fino a poco tempo fa. Tra una serie preoccupante di infortuni a catena e una retroguardia che sta concedendo troppi spazi agli avversari, l’Europa League si presenta ora come un bivio fondamentale per la stagione. Per la compagine giallorossa, questa competizione rappresenta non solo una via per il riscatto immediato, ma anche una preziosa scorciatoia per agganciare la qualificazione Champions, un traguardo che, pur non essendo stato dichiarato apertamente dai vertici societari, rimane il vero chiodo fisso dell’allenatore e di un ambiente che per mesi ha abitato stabilmente le posizioni di vertice della classifica.
Rispetto alle dichiarazioni rese alla vigilia del confronto con il Panathinaikos, Gasperini ha mostrato un evidente cambio di rotta tattica e comunicativa. Se in precedenza il campionato appariva come l’assoluta priorità nei piani giallorossi, oggi il tecnico preferisce non fare distinzioni, sottolineando la volontà di lottare su ogni fronte con la medesima intensità. «Le priorità sono entrambe, non abbiamo mai pensato di lasciare niente e di giocare al massimo per tutti gli obiettivi. Lo era anche la Coppa Italia… Poi non vedo come si possano fare delle scelte, no? Cioè, non è che si può giocare un po’ meno. Si cerca di superare tutti i turni possibili in Europa e di fare il massimo in campionato ogni partita. Se poi non ci riusciremo, non sarà per scelta. Lo ripeto, non credo si possano fare calcoli, anzi, non faremo calcoli e penseremo a dare il massimo in ogni partita».
Tuttavia, il cammino della Roma deve fare i conti con alcune fragilità emerse prepotentemente nelle ultime uscite, specialmente lontano dalle mura amiche dell’Olimpico. I sei rovesci subiti nelle ultime dieci trasferte di campionato rappresentano un campanello d’allarme che non può essere ignorato, così come le rimonte subite contro Napoli e Juventus che hanno evidenziato una gestione dei momenti critici ancora da perfezionare. «Di fronte ad un passo falso normalmente siamo sempre ripartiti. Qualche volta le partite sono veramente molto equilibrate e dipendono da piccolissimi episodi contrari, vedi anche il caso di Genova. Potevamo vincere e invece abbiamo perso. Quindi bisogna sempre avere la forza di guardare avanti».
Il match di Bologna mette di fronte due dei tecnici più stimati del panorama nazionale per la loro capacità di interpretare le sfide a eliminazione diretta. Il confronto a distanza con Vincenzo Italiano promette spettacolo, mettendo a specchio la bacheca di Gasperini, impreziosita dalla vittoria di una Europa League e tre finali di Coppa Italia, con quella del tecnico siciliano, forte di un successo in Coppa Italia e due finali di Conference League. Gasperini non ha risparmiato elogi per il collega, riconoscendone il merito di aver saputo gestire una piazza esigente dopo l’addio di Thiago Motta. «Per Vincenzo parlano i risultati, ma non solo quelli, anche le prestazioni di questa squadra che ha entusiasmato comunque una città. Non era facile raccogliere l’eredità di Thiago Motta, che due anni fa ha portato il Bologna in Champions. E lui l’ha fatto nel modo migliore, raggiungendo il consenso di tutti e anche con delle prestazioni di grande qualità».
Oltre alla cronaca della singola partita, Gasperini ha voluto allargare l’orizzonte sulla crisi dei risultati delle squadre italiane nelle competizioni europee più prestigiose dopo i recenti insuccessi in Champions League. Il tecnico ha evidenziato come le difficoltà sistemiche del nostro calcio stiano emergendo in modo chiaro, legando le scarse prestazioni continentali ai problemi che affliggono la nazionale e i settori giovanili. La sua analisi è stata particolarmente severa: «Quest’anno la situazione è ancora peggiore rispetto al passato e si collega anche ai problemi del campionato, con le difficoltà della nazionale, che speriamo fortemente possa qualificarsi per il mondiale. Quindi, non è una cosa casuale. Abbiamo qualche difficoltà, è inutile nasconderlo. Probabilmente siamo tutti coinvolti, l’allenatore, la società e anche l’informazione, che deve individuare le cause. Non possono essere solo una sostituzione o un modulo tattico, è un problema più profondo, che deriva probabilmente anche dai settori giovanili e dal modo in cui vengono costruite le squadre. Il nostro campionato, se i risultati sono questi, ha qualche problema che va affrontato e coinvolge sicuramente tutti».
La Roma si appresta dunque a vivere una notte europea carica di significati, consapevole che il risultato del Dall’Ara peserà enormemente sul morale del gruppo in vista del successivo impegno contro il Como, considerato un altro crocevia fondamentale della stagione. La sfida è lanciata e la parola passa ora al campo.