
Blitz dei parà tra le piazze di spaccio e i fortini della criminalità ad Ostia
L’alba sul litorale romano è stata segnata da un’operazione di vasta portata che ha visto scendere in campo non solo i militari dell’Arma territoriale, ma anche le unità d’élite del Primo Reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania. L’intervento, coordinato dalla Prefettura, si inserisce in una strategia di controllo del territorio già sperimentata con successo in altre zone critiche della capitale come il Quarticciolo e Tor Bella Monaca. Il bilancio dell’attività parla chiaro: 6 uomini, tutti di nazionalità italiana e maggiorenni, sono finiti in manette, mentre altre 19 persone sono state denunciate a piede libero. Tra queste figurano anche diversi cittadini stranieri e alcune donne, figure sempre più presenti nelle dinamiche dello spaccio locale con il ruolo di pusher o custodi del materiale illecito.
Le operazioni si sono concentrate con particolare vigore in punti nevralgici del quartiere come piazza Gasparri, via Fasan e via Antonio Forni. Grazie all’impiego di elicotteri e unità cinofile, i militari hanno passato al setaccio i complessi di edilizia popolare che, nel tempo, sono stati trasformati da semplici abitazioni in vere e proprie basi logistiche per lo stoccaggio e la vendita al dettaglio di sostanze stupefacenti. Per accedere ai locali, le forze dell’ordine hanno dovuto procedere all’abbattimento forzato di pesanti grate in ferro, installate abusivamente al posto dei normali portoncini d’ingresso per rallentare l’accesso delle autorità e proteggere le attività criminali che si svolgevano, in particolare, ai piani alti degli stabili.
Il volume di fuoco dell’attività di contrasto ha permesso di sottrarre al mercato nero quantità significative di veleni pronti per la strada. Nello specifico, i carabinieri hanno recuperato 150 grammi di hashish, 76 grammi di cocaina e 27 grammi di marijuana, a cui si aggiungono centinaia di dosi di crack e migliaia di pasticche di ecstasy. Tuttavia, gli inquirenti sottolineano come il materiale sequestrato rappresenti solo una parte del volume d’affari reale dei gruppi criminali; gran parte dello stupefacente viene infatti distrutto dai trafficanti non appena si avverte l’arrivo delle pattuglie, sfruttando gli scarichi dei servizi igienici degli appartamenti occupati. Questa pratica, ormai consolidata, permette alle consorterie di minimizzare i danni legali durante i blitz improvvisi.
Oltre alla droga, i militari hanno rinvenuto circa tremila e cinquecento euro in contanti, ritenuti l’incasso parziale di una singola giornata di vendite. Un dato allarmante emerso dall’indagine riguarda la mutazione del mercato locale, dove la cocaina viene ora proposta a prezzi stracciati per intercettare una domanda sempre più vasta e disperata: in alcuni casi, una singola dose può essere acquistata con soli 5 euro. Questa strategia commerciale aggressiva si accompagna a una piaga sociale ancora più profonda, ovvero il reclutamento sistematico di giovani e giovanissimi da parte dei gruppi nati sulle ceneri delle vecchie famiglie criminali di Ostia. Questi ragazzi vengono attirati con la promessa di guadagni immediati, finendo per essere privati della propria libertà e trasformati in ingranaggi di un sistema che non risparmia nemmeno le donne, spesso utilizzate per eludere i controlli più superficiali.
Al termine della giornata, l’operazione ha prodotto anche un importante risultato sul fronte della legalità abitativa: diversi appartamenti che erano stati occupati abusivamente e trasformati in fortini della droga sono stati sgomberati e immediatamente riaffidati agli enti proprietari, tra Comune di Roma e Regione Lazio, per essere restituiti alla loro funzione originaria. Resta alta l’attenzione degli investigatori nei confronti dei venti soggetti segnalati alla Prefettura come assuntori, un numero che testimonia quanto il consumo di droghe pesanti e sintetiche sia radicato nel tessuto sociale del quadrante.
M.M: