
Aveva aggredito un agente a testate, pakistano rimesso in libertà
Un gravissimo episodio di violenza si è consumato nel pomeriggio di venerdì lungo via di Valle Schioia, ad Anzio, dove un agente di polizia è rimasto gravemente ferito durante un intervento di routine. L’equipaggio di una volante della polizia di Stato è intervenuto tempestivamente dopo aver notato due cittadini pakistani intenti a litigare animatamente in mezzo alla strada. Inizialmente la disputa sembrava limitarsi a uno scambio ravvicinato di insulti e provocazioni verbali, spingendo gli agenti a scendere dall’auto di servizio per comprendere la natura del contrasto e prevenire possibili degenerazioni. All’improvviso, la situazione è precipitata quando uno dei due contendenti ha colpito l’altro con un violento schiaffo. Nel tentativo immediato di fare da paciere e dividere i due uomini, uno dei poliziotti si è interposto, ma è stato fulmineamente colpito dall’aggressore con una violentissima testata al volto, tale da fargli perdere i sensi sul colpo.
Nonostante l’effetto sorpresa e la brutalità dell’attacco, i colleghi dell’agente ferito sono riusciti a immobilizzare e trarre in arresto l’aggressore. Trasportato d’urgenza in ospedale, il poliziotto ha riportato una frattura scomposta del setto nasale, lesione per la quale dovrà sottoporsi a un delicato intervento chirurgico, con una prognosi iniziale stabilita in trenta giorni. A suscitare sconcerto e polemiche è stato tuttavia quanto accaduto successivamente nelle aule di giustizia. Presentato davanti al giudice per il rito della direttissima, l’arresto del cittadino straniero è stato regolarmente convalidato, ma nei suoi confronti non è stata disposta alcuna misura cautelare restrittiva in carcere o ai domiciliari. L’uomo è stato rimesso in libertà con la sola applicazione della misura del divieto di dimora nel comune.
La pericolosità sociale del soggetto era d’altronde emersa chiaramente già nei minuti precedenti al violento scontro con le forze dell’ordine. L’uomo si era infatti introdotto poco prima all’interno del negozio del connazionale con cui poi ha litigato in strada, minacciandolo esplicitamente: se non gli avesse consegnato dei generi alimentari, avrebbe dato fuoco all’attività commerciale. Di fronte al rifiuto del negoziante di cedere al ricatto, la discussione si è spostata all’esterno, culminando poi nell’arrivo della pattuglia. Oltre alla tentata estorsione e alle minacce di quella giornata, sul conto dello straniero gravano pesanti indizi relativi a un precedente incendio che aveva distrutto proprio la casa del commerciante.
La condotta dell’arrestato ricalca dinamiche tipiche delle attività estorsive sistematiche. Da recenti indagini condotte dagli uffici investigativi della polizia, sarebbe infatti emerso che il cittadino pakistano si sia reso responsabile di analoghi episodi di estorsione ai danni di altri commercianti attivi nella zona compresa tra Anzio e Lavinio. Sulla vicenda è intervenuto duramente il sindacato di polizia Siulp, che ha espresso profonda amarezza per una risposta giudiziaria ritenuta decisamente poco incisiva rispetto alla gravità del comportamento tenuto dall’aggressore, sottolineando come il semplice divieto di dimora non rappresenti una tutela sufficiente per gli operatori di sicurezza e per la cittadinanza. Il sindacato ha inoltre colto l’occasione per chiedere con forza un potenziamento immediato degli organici del commissariato di Anzio-Nettuno, costretto a operare in un territorio complesso e ad alto tasso di criminalità con risorse umane risicate.
M.M.