
Assicurazione monopattini elettrici: l’obbligo slitta ufficialmente al 16 luglio
Il panorama della micro-mobilità urbana in Italia si prepara a una svolta normativa importante, seppur con un piccolo rallentamento sulla tabella di marcia inizialmente prevista. Chi utilizza abitualmente il monopattino elettrico per spostarsi tra le vie trafficate della capitale o di altre città italiane avrà infatti un paio di mesi di respiro in più per mettersi in regola con la nuova polizza assicurativa. La decisione è arrivata attraverso una comunicazione congiunta del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del Ministero dei Trasporti, che hanno stabilito di far slittare l’obbligo di copertura per la responsabilità civile al 16 luglio prossimo. Inizialmente, la data cerchiata in rosso sul calendario era quella del 17 maggio, ma le difficoltà emerse dal lato burocratico e tecnologico hanno spinto le istituzioni a concedere una proroga che appare quanto mai necessaria per evitare il caos.
A determinare questo rinvio è stata una specifica sollecitazione dell’Associazione nazionale delle imprese assicuratrici, la quale ha manifestato alcune criticità operative non trascurabili. Secondo quanto riportato dai ministeri competenti, l’organizzazione ha infatti «evidenziato esigenze di natura tecnico-organizzativa» che avrebbero reso complicato, se non impossibile, garantire la piena operatività dei sistemi informatici delle compagnie entro la metà di maggio. Senza questa infrastruttura digitale pronta a gestire l’emissione massiva delle polizze, il rischio di lasciare migliaia di utenti in un limbo normativo era troppo elevato. Pertanto, la nuova scadenza per dotarsi di una Rc dedicata ai mezzi a propulsione prevalentemente elettrica è stata fissata a metà estate, garantendo alle società di assicurazione il tempo necessario per affinare i propri portali e le procedure interne.
Questa novità si inserisce nel più ampio quadro della riforma del Codice della Strada varata sul finire del 2024, un provvedimento che ha radicalmente cambiato le regole del gioco per chi sceglie questo mezzo di trasporto. La riforma poggia su tre pilastri fondamentali: l’uso del casco, l’identificazione tramite contrassegno e, appunto, l’assicurazione. Se per quanto riguarda il casco la norma è già entrata pienamente in vigore dal dicembre dello scorso anno, il percorso per la targa e la polizza segue tempi diversi. L’obbligo di dotare il proprio mezzo di un apposito contrassegno identificativo resta infatti ancorato alla data del 17 maggio. I proprietari dovranno quindi muoversi per tempo sulla piattaforma della Motorizzazione civile, accedendo tramite Spid per richiedere il talloncino al costo contenuto di 8,66 euro, rendendo così il proprio monopattino finalmente riconoscibile.
Sul fronte pratico della copertura assicurativa, il ministero ha recentemente fornito dei chiarimenti per dissipare i dubbi di famiglie e singoli utenti. La polizza potrà essere intestata sia ai maggiorenni sia ai minori a partire dai quattordici anni, a patto che per questi ultimi la domanda venga presentata da un genitore o da un tutore legale. Un punto di particolare attenzione riguarda la condivisione del mezzo all’interno dello stesso nucleo familiare. In molti casi, infatti, un unico monopattino viene utilizzato alternativamente da padri, madri e figli. Su questo aspetto, il Ministero delle Imprese ha invitato alla massima prudenza, sottolineando che «se il monopattino è condiviso tra più membri della famiglia, ad esempio genitori e figli maggiorenni, conviene valutare se la polizza Rc Auto contiene la clausola che copre tutti i conducenti o solo l’intestatario». Il rischio è che, in caso di sinistro causato da un familiare non esplicitamente indicato nel contratto, la compagnia possa negare il risarcimento o rivalersi sull’assicurato.
Per quanto riguarda i dettagli economici della copertura, i massimali minimi che le compagnie dovranno garantire sono stati allineati a quelli già previsti per il settore automobilistico e motociclistico. Si parla di cifre importanti, ovvero 6,45 milioni di euro per i danni alle persone e 1,3 milioni di euro per i danni alle cose, a testimonianza di come il legislatore abbia voluto equiparare in tutto e per tutto la pericolosità potenziale di un monopattino a quella di un ciclomotore tradizionale. Prima di apporre la firma su qualunque contratto, la raccomandazione resta quella di visionare attentamente le clausole per comprendere se la protezione sia effettivamente estesa a tutte le situazioni d’uso quotidiano. Roma si avvia dunque verso una stagione di maggiore controllo sulle proprie strade, con la speranza che queste nuove regole portino a una convivenza più armoniosa e sicura tra pedoni, ciclisti e utenti dell’elettrico.