
Impianto a biometano di Roma Nord: Arpa Lazio chiede nuove misure di prevenzione per i miasmi sulla Braccianese
La pressione del territorio e delle istituzioni locali spinge i riflettori sull’impianto a biometano di Roma Nord, situato lungo la via Braccianese in prossimità del Consorzio Olgiata. Mentre l’impianto — realizzato dalla Roma Biometano Srl per la produzione di biometano da digestione anaerobica (con una capacità di 510 Sm3/h) — si trova formalmente in fase di collaudo dallo scorso aprile 2026, l’allarme dei residenti per i forti cattivi odori ha spinto l’Arpa Lazio a intervenire.
In una nota ufficiale, l’agenzia ambientale ha confermato di aver sollecitato già a fine settembre Città Metropolitana di Roma Capitale (ex Provincia) affinché valuti l’adeguatezza delle prescrizioni vigenti e introduca ulteriori misure preventive a tutela della cittadinanza.
1. Il nodo dei cattivi odori e l’allarme di ASL Roma 1
Le proteste dei residenti, che da mesi denunciano miasmi insopportabili, hanno trovato riscontro nelle verifiche sanitarie:
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La causa dei miasmi: Secondo i rilievi dell’ASL Roma 1, l’origine degli odori molesti sarebbe riconducibile alla laguna di stoccaggio della sansa, le cui emissioni odorifere arriverebbero a investire le abitazioni situate fino a 1,3 chilometri di distanza.
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Rischi igienico-sanitari: L’autorità sanitaria ha evidenziato potenziali criticità per la salute pubblica, acuite dalla preoccupazione per il traffico pesante indotto e per la vicinanza con le attività del vicino biodigestore di Cesano.
2. La presa di posizione dell’Arpa Lazio
In risposta alle segnalazioni sulla presunta inattività degli organi di controllo, l’Arpa Lazio ha ricostruito il proprio operato:
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La nota del 18 settembre: L’agenzia ha trasmesso alla Città Metropolitana un articolato contributo tecnico focalizzato sulla valutazione delle emissioni odorigene, mettendo a disposizione gli elementi istruttori necessari a rivedere l’assetto autorizzativo.
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La richiesta di revisione: L’obiettivo dell’intervento tecnico è verificare se le prescrizioni attuali siano sufficienti o se sia necessario imporre barriere, coperture delle vasche e nuove tecnologie di abbattimento prima della piena operatività dell’impianto.
3. La mobilitazione del XV Municipio e la richiesta di revoca
La vicenda ha infiammato il dibattito politico nel quadrante nord della Capitale:
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Il Consiglio Straordinario: Nei giorni scorsi, il XV Municipio ha approvato all’unanimità un documento che impegna il presidente Daniele Torquati e la Giunta a chiedere al sindaco Roberto Gualtieri il ritiro dell’autorizzazione dell’opera, fondandosi sulle relazioni tecniche dell’ASL.
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Le richieste alla società: Tra le prescrizioni chieste a gran voce da residenti e istituzioni figurano la copertura immediata e lo svuotamento della vasca incriminata, la realizzazione di barriere vegetali, un piano di bonifica e un tavolo di confronto permanente con il territorio.