
Roma, i bus elettrici soffrono il caldo: l’aria condizionata taglia l’autonomia
La transizione ecologica del trasporto pubblico di Roma si trova a fare i conti con le prime, severe sfide stagionali. La flotta di autobus completamente elettrici della capitale sta infatti registrando alcune significative criticità di natura tecnica a causa delle temperature elevate che stanno caratterizzando queste giornate estive. Attualmente risultano in circolazione circa 250 vetture a impatto zero, parte di una fornitura complessiva molto più ampia che, una volta completata, porterà sulle strade romane un totale di quattrocentoundici mezzi green. Il massiccio e prolungato utilizzo degli impianti di aria condizionata, indispensabili per garantire il comfort dei passeggeri a bordo, sta provocando un consumo energetico nettamente superiore alla norma, costringendo diversi veicoli a interrompere le corse in anticipo per fare rientro nei depositi aziendali e procedere alla ricarica delle batterie.
Il piano di ammodernamento della flotta prevede nel dettaglio l’acquisizione di trecentonovantasei vetture da dodici metri e quindici modelli snodati da diciotto metri. L’esordio dei primi mezzi ecologici risale al mese di marzo del 2025, ma l’avvio del servizio a pieno regime era stato rallentato nei primi giorni da una serie di furti di cavi di rame avvenuti all’interno delle stazioni di ricarica del deposito di Portonaccio. Secondo quanto stabilito nel contratto di fornitura stipulato con l’azienda produttrice, i mezzi dovrebbero garantire uno standard di autonomia pari a 250 chilometri in condizioni ordinarie di marcia, una quota che tuttavia subisce forti variazioni a causa delle variabili climatiche esterne.
La segnalazione dei disagi emersi nel corso del mese di giugno è stata sollevata da Roberto Cantiani, membro del consiglio di amministrazione di Atac. A causa delle temperature torride avvertite fin dalle prime ore del mattino, l’autonomia complessiva dei mezzi subirebbe un drastico dimezzamento. Per evitare lo spegnimento improvviso in mezzo al traffico cittadino, il personale di guida ha ricevuto l’indicazione di monitorare costantemente i quadri di bordo: non appena l’indicatore della carica scende al trenta per cento, i conducenti devono tempestivamente allertare la centrale operativa per predisporre il rientro protetto verso le rimesse di Grottarossa e Portonaccio, lasciando spazio alle necessarie operazioni di rifornimento elettrico.
La governance di Atac ha voluto fare chiarezza sulla situazione con una nota stampa: «è del tutto naturale che con un’ondata di caldo estremo ci sia un utilizzo più intenso dei condizionatori e che aumentino i consumi del mezzo: succede con il gasolio e anche con l’elettrico». I vertici dell’azienda di trasporti hanno comunque voluto rassicurare l’utenza in merito alla continuità dei collegamenti urbani, precisando che il servizio complessivo non sta subendo ripercussioni negative e viene garantito «secondo quanto previsto dai programmi d’esercizio».
Per limitare lo stress sulle infrastrutture cittadine, i veicoli vengono attualmente sottoposti a cicli di ricarica distribuiti a rotazione, una strategia mirata a «rendere meno critico l’impatto sulla rete di distribuzione dell’energia elettrica», la quale si trova già in una fase di forte sollecitazione dovuta ai picchi di domanda dei condizionatori domestici e commerciali. L’azienda capitolina ha infine confermato di aver avviato un canale di confronto diretto con i tecnici del fornitore per elaborare soluzioni idonee a ottimizzare il rendimento dei pacchi batteria. Trattandosi di un accordo stipulato in modalità di manutenzione completa, ogni genere di intervento ordinario o straordinario rimane a totale carico della ditta costruttrice, senza comportare alcuna spesa aggiuntiva per le casse della municipalizzata romana.