
Roma e la qualificazione Champions: un obiettivo che vale 43,5 milioni
Forse ha ragione l’allenatore Gian Piero Gasperini che, non essendo certamente un esordiente nel mondo del calcio, ricorda molto bene una delle massime più celebri pronunciate da Giovanni Trapattoni: «Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco». Proprio per questo motivo, quando un sostenitore giallorosso lo ha incrociato in un noto locale nel quartiere Parioli a Roma e gli ha confidato di aver già tenuto libere le serate del martedì e del mercoledì per la prossima stagione, con un chiaro riferimento alla qualificazione alla massima competizione europea, il tecnico ha preferito rispondere con un sorriso divertito e un pizzico di scaramanzia. Nonostante la prudenza, la formazione capitolina è tornata pienamente padrona del proprio destino e da diverse settimane la dirigenza valuta attentamente i risvolti economici e sportivi che potrebbero derivare dal posizionamento tra le prime quattro della classe. I ricavi garantiti dalla partecipazione alla prossima edizione continentale sarebbero fondamentali per le casse di Trigoria. Secondo le prime proiezioni finanziarie, la proprietà guidata dalla famiglia Friedkin potrebbe incassare una cifra iniziale di 43,5 milioni di euro solo come premio per l’accesso alla fase a gironi, a cui si andrebbero ad aggiungere i bonus legati ai risultati sul campo, i diritti televisivi e gli incassi del botteghino per le partite interne.
La qualificazione alla massima competizione continentale permetterebbe inoltre di alleggerire la pressione sui vincoli di bilancio e sui parametri del Fair Play Finanziario, anche se il club dovrà comunque completare alcune operazioni in uscita entro la fine del mese di giugno per generare le plusvalenze necessarie. La prospettiva del mercato, tuttavia, appare adesso meno preoccupante. Oltre agli stanziamenti già promessi alla guida tecnica, i ricavi europei garantirebbero un budget di partenza considerevole per rinforzare la rosa con elementi di spessore. Le priorità individuate riguardano l’acquisto di due esterni d’attacco, un difensore laterale sinistro e un centrocampista. Parallelamente, la società si muove per definire l’organigramma dirigenziale, con le figure di D’Amico e Paratici in lizza per il ruolo di direttore sportivo, mentre per il settore giovanile e l’area scout si valutano i profili di Michele Sbravati e Michele Fratini. Per completare l’opera e festeggiare il traguardo manca l’ultimo decisivo tassello nella prossima sfida di campionato contro il Verona, dove la squadra non potrà permettersi passaggi a vuoto. La storia recente del club insegna che per competere stabilmente ad alti livelli serve un salto di qualità strutturale, superando i piazzamenti altalenanti delle passate stagioni e investendo con decisione sui profili giusti, ricalcando i grandi successi del passato in cui i senatori della squadra seppero prendersi una storica rivincita sul campo.