
Lazio sconfitta, Sarri deluso: “Abbiamo fatto tutto da soli”
La serata dell’Olimpico si chiude con un velo di profonda amarezza per la compagine biancoceleste, uscita sconfitta dalla finale di Coppa Italia contro un’Inter apparsa superiore ma agevolata dalle ampie disattenzioni della retroguardia di Maurizio Sarri. Il tecnico toscano, costretto a seguire la gara lontano dalla panchina per squalifica, non ha nascosto la sua frustrazione per un match che la Lazio sembra essersi complicata da sola. Secondo l’allenatore, l’approccio e la gestione dei momenti chiave hanno pesato più dei valori tecnici assoluti messi in campo dai nerazzurri. Le sue parole nel post-partita ai microfoni televisivi riflettono il disappunto per un’occasione sprecata, sottolineando come la squadra abbia facilitato il compito agli avversari con ingenuità difficilmente commentabili. In merito alla prestazione complessiva, Sarri ha infatti dichiarato: «abbiamo fatto tutto da soli, gli abbiamo regalato due gol. Poi non siamo riusciti neanche a riaprirla. Loro sono più forti di noi ma la partita poteva prendere una piega diversa». Il riferimento è chiaramente ai pesanti errori individuali che hanno segnato il primo tempo, in particolare quello di Marusic che ha sbloccato la gara con un’autorete e lo svarione di Nuno Tavares che ha spalancato le porte al raddoppio interista.
Oltre all’analisi della finale, il tecnico si è proiettato con toni durissimi verso l’immediato futuro, segnato dalle incertezze sulla propria permanenza e soprattutto dal caos organizzativo che sta travolgendo il prossimo derby di campionato. Sarri ha espresso un totale disinteresse per le voci sul contratto, preferendo focalizzarsi sulla delusione del gruppo e dei tifosi, accorsi in massa per sostenere la squadra. Tuttavia, è sulla gestione dei calendari da parte delle istituzioni sportive che l’allenatore ha alzato sensibilmente i toni, definendo inaccettabile la programmazione della stracittadina in concomitanza con gli Internazionali di tennis. La sua posizione è apparsa come una provocazione frontale verso la Lega Serie A, rea a suo dire di non tutelare i club impegnati in scontri decisivi per il futuro economico e sportivo. Esprimendo il proprio sdegno per la gestione dell’ordine pubblico, Sarri ha affermato senza mezzi termini: «io se fossi il presidente non presenterei nemmeno la squadra, tanto per noi è uguale, prendiamo un punto di penalizzazione ed è chiusa lì. Gli errori clamorosi li ha fatti la Lega Serie A. Ci sono quattro squadre che si stanno giocando una partita da 80 milioni, questo non è calcio, è qualcosa di diverso».
Le pagelle del match confermano l’analisi del tecnico, evidenziando insufficienze pesanti nei reparti chiave. Se Motta ha cercato di limitare i danni tra i pali e Romagnoli ha mantenuto una certa lucidità difensiva, le prestazioni di Marusic e Nuno Tavares sono state giudicate deficitarie proprio per la gravità degli errori commessi. A centrocampo, la lentezza di Basic ha faticato a contenere il palleggio interista, mentre l’ingresso di Rovella nella ripresa ha donato maggiore ordine alla manovra, pur non riuscendo a invertire la rotta. In avanti, Zaccagni e Noslin sono stati gli unici a tentare una reazione concreta, con il primo impegnato a spronare i compagni e il secondo vicino alla rete nel secondo tempo. La delusione finale di Sarri rimane però il tema dominante di una serata in cui la Lazio ha perso un trofeo e sembra aver smarrito la serenità in vista del finale di stagione.