
Roma, la zona Champions è di nuovo ad un passo
La Roma è ufficialmente tornata e lo ha fatto con un vigore che sembrava smarrito, dimostrando di essere più viva che mai e determinata a contendersi fino all’ultimo respiro un piazzamento nella massima competizione europea. Le squadre guidate da Gian Piero Gasperini confermano la loro natura di formazioni mai dome, capaci di attingere a risorse inaspettate e di mutare pelle con una rapidità sorprendente. La sfida contro la Fiorentina è stata il manifesto di questa resilienza, affrontata dai giallorossi con il piglio di chi non vuole lasciare nulla al caso, quasi ci fosse in palio un trofeo immediato. Un contributo fondamentale a questa rinascita è arrivato dal recupero di pedine essenziali dello scacchiere tattico, tra cui spicca Manu Konè, apparso ancora una volta come una vera forza della natura in mezzo al campo.
Il turno di campionato appena trascorso si è trasformato in una celebrazione per l’ambiente capitolino, supportata da una statistica che evidenzia lo stato di grazia dell’attacco. Con le quattro reti rifilate ai viola, la Roma ha segnato da sola più gol di tutte le dirette concorrenti per la zona Champions messe insieme, in una giornata caratterizzata da un insolito digiuno per le grandi. Mentre il Napoli e il Como si fermavano sullo zero a zero, il Milan non riusciva a pungere il Sassuolo e la Juventus faticava a trovare la via della rete contro un Verona già retrocesso, Gasperini ha saputo tessere una tela tattica impeccabile. Il suo approccio uomo contro uomo ha letteralmente inaridito le fonti di gioco della Fiorentina, legittimando di fatto la scelta della società di puntare fermamente su di lui.
In questo scenario, la Juventus di Luciano Spalletti si trova a gestire un momento di forte pressione, con molto da recriminare dopo il pareggio interno contro gli scaligeri. Nonostante il dominio territoriale e le numerose occasioni create, l’errore individuale di un elemento solitamente affidabile come Bremer rischia di pesare come un macigno nella corsa al quarto posto. Il calendario ora propone sfide delicate per entrambe le contendenti: se i bianconeri dovranno affrontare un Lecce affamato di punti salvezza, la Roma sarà attesa dalla trasferta di Parma contro un’avversaria mentalmente libera. Il vero crocevia della stagione sarà però il derby della penultima giornata, un appuntamento che Gasperini teme particolarmente, conscio che in caso di arrivo a pari punti i giallorossi pagherebbero lo svantaggio negli scontri diretti sia contro la Juventus che contro il Milan.
Proprio il tecnico giallorosso, rinvigorito dal recente successo, ha voluto fare il punto della situazione sottolineando la crescita della squadra: «Per arrivare in Champions non possiamo sbagliare. Ma sicuramente abbiamo un bel morale. Nel girone di ritorno abbiamo cambiato qualità di gioco in attacco mentre siamo rimasti sempre molto forti sull’aspetto caratteriale. Non ci sono mai stati problemi, anzi, le risposte che ci sono state in queste ultime settimane sono state ancora più determinanti. C’è una grande compattezza tra me e loro, cerchiamo di raggiungere un traguardo che sarebbe qualcosa di fantastico». Tuttavia, Gasperini non ha risparmiato stoccate alla dirigenza in merito alla programmazione futura e alla valutazione della rosa attuale.
L’allenatore ha infatti rivendicato il valore del proprio gruppo di lavoro con parole che non lasciano spazio a interpretazioni ambigue sulla sua autonomia decisionale: «Bisognerà evitare i disguidi che ci sono stati, servirà maggiore chiarezza. Dispiace che si pensi che questo sia un gruppo da sesto posto: il gruppo è forte, ci mette sempre la faccia e non si tira mai indietro. Non è da tutti. Per me sono valori da non smantellare per prendere non ho capito chi, ma rispetto le idee di tutti. Io lavoro però con le mie idee, se devo farlo con quelle degli altri, meglio trovarmi un altro posto». Questa presa di posizione netta arriva mentre le inseguitrici, come il Como di Fabregas, continuano a osservare la classifica con speranza, consapevoli che la fragilità dei finali di partita è l’unico ostacolo tra loro e un sogno europeo che per la Roma è ormai diventato un imperativo categorico.