
Lazio: l’allarme degli esperti per la dipendenza da smartphone tra i minori
L’ingresso delle tecnologie digitali nella vita dei minori avviene con una precocità sempre più marcata nel territorio laziale, delineando uno scenario che preoccupa profondamente la comunità scientifica e le istituzioni locali. Secondo una recente indagine promossa da Isma e realizzata dall’Istituto Piepoli su un campione di cinquecento genitori con figli tra i 6 e i 18 anni, quasi 7 bambini su 10 appartenenti alla fascia elementare possiedono già uno smartphone personale. Questa diffusione pervasiva si accompagna all’uso abituale di console e videogiochi per un minore su due, evidenziando come l’ambiente virtuale sia diventato una costante fin dalla prima infanzia. Il rapporto evidenzia che lo strumento telefonico è quotidianamente nelle mani dell’83% dei giovani, con picchi che sfiorano la totalità man mano che ci si avvicina alla maggiore età. La presentazione di questi dati è avvenuta in occasione della prima Giornata regionale delle dipendenze, istituita il 6 maggio per dare attuazione alla normativa vigente e monitorare fenomeni che psicologi e psichiatri classificano ormai come vere e proprie forme di assuefazione patologica.
Le ricadute di questo utilizzo compulsivo si manifestano innanzitutto all’interno delle mura domestiche, dove il 40% delle famiglie dichiara di vivere conflitti frequenti a causa della gestione dei dispositivi elettronici. Le tensioni si acuiscono particolarmente nel periodo della preadolescenza, quando la negazione del dispositivo genera scatti d’irritabilità nel 33% dei casi analizzati. Oltre alla stabilità emotiva, il report mette in luce gravi conseguenze sulla salute fisica e sul rendimento scolastico, segnalando come un terzo degli studenti subisca cali nelle prestazioni d’apprendimento. Un dato particolarmente critico riguarda l’igiene del riposo: il 23% dei ragazzi dorme meno ore del necessario a causa della connessione notturna, una condizione che se cronicizzata espone i giovani a rischi futuri legati a patologie cardiologiche o metaboliche come il diabete.
L’isolamento sociale emerge come un altro effetto collaterale preoccupante, con le interazioni digitali che tendono a sostituire progressivamente quelle fisiche, rendendo i ragazzi più fragili di fronte alle dinamiche della rete. In merito a questa vulnerabilità, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha sottolineato la pericolosità dei meccanismi tecnologici affermando che «gli algoritmi che regolano i social sono sempre più sofisticati e aggressivi, e finiscono per esporre e rendere vulnerabili i nostri giovani». Rocca ha inoltre evidenziato come questa esposizione faciliti l’aumento delle scommesse digitali tra i giovanissimi, un’ulteriore deriva delle nuove tecnologie. Parallelamente, il presidente di Isma, Antonio de Napoli, ha osservato che «le famiglie sono consapevoli dei rischi, ma spesso si sentono sole e prive di strumenti adeguati», auspicando investimenti massicci in percorsi formativi che possano offrire alternative concrete alla vita virtuale.
La giornata di riflessione non ha trascurato le forme di dipendenza più tradizionali, come quelle legate alle sostanze stupefacenti, il cui impatto sociale resta devastante. Sul tema è intervenuto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano, il quale ha utilizzato parole di grande impatto per descrivere la gravità del fenomeno dichiarando che quella contro la droga «è una guerra che non utilizza missili e carri armati, ma fa molte più vittime». La sfida per le istituzioni del Lazio rimane quella di costruire una rete di prevenzione solida che coinvolga scuole e famiglie, aiutandole a definire confini invalicabili per proteggere la crescita equilibrata delle nuove generazioni da ogni forma di abuso, sia esso chimico o tecnologico.