
“Buonvino – Misteri a Villa Borghese”: la nuova fiction Rai ambientata a Roma
Il panorama delle serie tv italiane si arricchisce di una nuova narrazione che sceglie di allontanarsi dai toni cupi e dalle periferie degradate per immergersi nell’eleganza senza tempo del cuore verde di Roma. Con l’arrivo del mese di maggio, Rai 1 presenterà al grande pubblico “Buonvino – Misteri a Villa Borghese”, una produzione firmata Palomar e Rai Fiction che porta sul piccolo schermo l’universo letterario creato da Walter Veltroni. Al centro del racconto emerge la figura di un commissario che si pone come un vero e proprio antidoto alla frenesia e all’aggressività della vita contemporanea, proponendo un modello di autorità basato sulla sensibilità e sul rispetto. Ambientata tra i viali monumentali e gli scorci del quartiere Pinciano, la serie promette di restituire un’immagine sontuosa e potente della Capitale, trasformando uno dei parchi più celebri al mondo in un palcoscenico denso di enigmi da risolvere.
Il protagonista, interpretato dall’attore Giorgio Marchesi, è un poliziotto originario del Nord Italia che si ritrova a dirigere il commissariato di Villa Borghese, un presidio considerato da molti come un luogo di confino dove la routine regna sovrana e l’azione sembra essere un ricordo lontano. La squadra che eredita, inizialmente soprannominata con sarcasmo l’Armata Brancaleone, appare composta da agenti demotivati e poco avvezzi alle indagini complesse. Tuttavia, l’apparente tranquillità del parco viene bruscamente interrotta da casi inquietanti, come un sospetto suicidio nel laghetto e il ritrovamento di un corpo all’interno del Bioparco. Questi eventi costringeranno il gruppo a risvegliarsi dal torpore, dimostrando che dietro la facciata idilliaca della natura si nascondono segreti e storie che affondano le radici nel passato della città.
La regia di Milena Cocozza ha voluto esaltare le potenzialità narrative di un’ambientazione raramente sfruttata in modo così profondo dal cinema e dalla televisione. La scelta di Villa Borghese non è puramente estetica, ma funzionale a un racconto che vuole esplorare le sfumature di un microcosmo unico. Secondo la regista, la città di Roma offre una luce e una maestosità che ben si sposano con la figura del commissario Buonvino. Quest’ultimo è stato descritto dalla stessa Cocozza come un profilo umano necessario nel contesto sociale odierno: «rappresenta l’uomo che tutti vorremmo incontrare oggi che l’aggressività domina il mondo». La serie dunque non si limita al genere poliziesco classico, ma cerca di offrire uno spaccato psicologico su come la gentilezza possa diventare un efficace strumento di comando e di risoluzione dei conflitti.
L’attore protagonista ha abbracciato con entusiasmo questa visione, sottolineando quanto sia stato stimolante dare voce a un personaggio che sfida i cliché del maschio alfa dominante. Giorgio Marchesi descrive il suo Buonvino come un leader empatico, capace di conquistare la fiducia dei propri collaboratori attraverso l’ascolto e la mancanza di pregiudizi: «Il mio personaggio è un uomo gentile che vuole diventare leader in modo diverso», evidenziando come la sua forza risieda proprio nella capacità di mettersi in discussione. Accanto a lui, un cast di talento che vede Serena Iansiti nel ruolo della vice commissaria Veronica, affiancata da Francesco Colella e Matteo Olivetti, pronti a dare vita a una squadra che saprà ritrovare il proprio orgoglio professionale tra i pini e le statue di Villa Borghese.