Cinecittà, 50enne tenta di sfondare la porta della ex con una mannaia

14/04/2026

Le immagini che filtrano dalle cronache nere di Roma spesso sembrano superare la fantasia più cupa del cinema, ma purtroppo sanno essere drammaticamente reali. Quanto accaduto lo scorso 3 aprile nel quartiere di Cinecittà non è stata la finzione di un set cinematografico, nonostante la dinamica ricordasse in modo inquietante una delle sequenze più celebri della storia del grande schermo. Una donna di 41 anni di origini rumene si è ritrovata a vivere un risveglio da incubo tra le mura del suo appartamento situato non lontano da viale Palmiro Togliatti dove si era rifugiata insieme ai suoi quattro figli minori. La decisione di trasferirsi era stata dettata dalla necessità vitale di proteggersi da un marito violento, un artigiano romano di 49 anni con cui il rapporto era ormai giunto a un punto di non ritorno. Tuttavia l’uomo non aveva alcuna intenzione di rassegnarsi alla fine della loro unione, rifiutando categoricamente l’idea di una famiglia divisa e di un divorzio imminente.

Il risveglio traumatico per la famiglia è avvenuto poco dopo le 7 del mattino. L’uomo si è presentato davanti al portone dell’abitazione in uno stato di evidente alterazione psicofisica, iniziando a tempestare di colpi l’ingresso. Le sue intenzioni erano chiare, urlate con una ferocia che ha scosso l’intero condominio: pretendeva che lei aprisse perché voleva «prendere tutti e cinque e tornare a casa insieme», riferendosi all’appartamento di Torre Angela dove avevano convissuto per anni. Davanti al fermo e comprensibile rifiuto della moglie di farlo entrare, la situazione è degenerata in pochi istanti. L’artigiano, già noto alle forze dell’ordine per precedenti di varia natura, non si era presentato a mani nude ma con un vero e proprio kit d’assalto preparato con cura, composto da una mannaia, un martello e un tirapugni.

È in questo frangente che la realtà ha assunto i contorni di un orrore domestico, con l’uomo che ha iniziato a colpire ripetutamente il legno del portone con la mannaia nel tentativo di aprirsi un varco. All’interno della casa il panico ha travolto i quattro figli della coppia, bambini e ragazzi di età compresa tra i 2 e i 13 anni, costretti ad assistere alla furia cieca del padre che stava letteralmente distruggendo l’ingresso. La donna, comprendendo che la barriera di legno non avrebbe resistito ancora per molto ai colpi d’ascia improvvista, è riuscita a mantenere la lucidità necessaria per contattare il numero unico di emergenza 112. Il suo è stato un grido disperato rivolto all’operatore della centrale: «Correte, vi prego. Correte!». Una richiesta d’aiuto interrotta solo dal pianto straziante dei bambini e dalle urla incessanti che provenivano dal pianerottolo.

L’intervento tempestivo dei carabinieri del Nucleo Radiomobile è stato fondamentale per evitare che la situazione evolvesse verso un esito irreparabile. Al loro arrivo i militari hanno trovato il 49enne ancora impegnato a spaccare il legno della porta, completamente fuori di sé. Con non poca fatica i carabinieri sono riusciti a immobilizzarlo e a disarmarlo, ponendo fine all’assedio. La successiva perquisizione ha rivelato un ulteriore dettaglio inquietante sulla mattinata di follia: nelle tasche dell’uomo sono state rinvenute diverse dosi di crack, sostanza che ha certamente contribuito ad alimentare una pericolosa aggressività priva di freni inibitori.

Per l’artigiano si sono aperte le porte del carcere di Regina Coeli con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, mentre la droga rinvenuta ha fatto scattare anche la segnalazione alla Prefettura. L’arresto è stato successivamente convalidato dall’autorità giudiziaria, mettendo momentaneamente in sicurezza una madre e quattro figli che hanno visto il loro tentativo di ricominciare una vita libera messo a rischio da un’ossessione violenta.

M.M.

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