
Emergenza jet fuel e rincaro benzina: la crisi dei carburanti scuote l’Italia
Il rincaro alla pompa non ha concesso alcuna tregua durante le festività di Pasqua e Pasquetta, colpendo duramente le tasche degli automobilisti italiani. Tuttavia, mentre i prezzi di benzina e diesel continuano la loro ascesa costante, l’attenzione degli osservatori e delle istituzioni si sta spostando con crescente preoccupazione verso un altro fronte critico: quello del cherosene destinato agli aerei. La situazione appare particolarmente tesa dopo che anche lo scalo di Brindisi ha annunciato restrizioni temporanee ai rifornimenti per i vettori, un segnale che si somma ai disagi già registrati nei giorni scorsi in altri importanti aeroporti del Nord Italia. Al centro della tempesta c’è il cosiddetto jet fuel, le cui quotazioni internazionali sono raddoppiate dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, innescando una vera e propria corsa globale per accaparrarsi le scorte necessarie a garantire la continuità dei voli.
La vulnerabilità del sistema è accentuata dal fatto che quasi la metà del cherosene mondiale transita attraverso lo stretto di Hormuz, un passaggio geografico oggi più che mai sotto pressione. Questo scenario rischia di colpire nazioni come l’Italia che, pur essendo forti esportatrici di prodotti petroliferi, potrebbero trovarsi a gestire quote ridotte per il mercato interno. A Brindisi, la limitazione non è derivata da una mancanza assoluta di prodotto, ma da una richiesta definita anomala da parte di alcuni vettori che, temendo nuovi rialzi o blocchi, hanno cercato di fare scorta extra. Antonio Maria Vasile, presidente di Aeroporti di Puglia, ha cercato di ridimensionare la portata dell’evento: «Al momento, da noi, non c’è alcuna emergenza. Gli aeromobili provenienti da Milano, Bologna e Venezia hanno fatto rifornimento a Brindisi riducendo significativamente la scorta, che verrà comunque ripristinata nella mattinata di oggi».
Il fenomeno sembra dunque essere l’effetto di un travaso di necessità tra scali: le restrizioni precedentemente annunciate a Linate, Bologna, Treviso e Venezia a causa dei ritardi nelle consegne dal Golfo Persico hanno spinto le compagnie a cercare rifornimento altrove, creando un effetto domino che ha toccato anche Reggio Calabria e Pescara. Nonostante questi segnali di nervosismo, il presidente dell’Enac, Pierluigi Di Palma, ha invitato alla calma sottolineando come le criticità siano di natura logistica piuttosto che strutturale. «Non c’è al momento alcun allarme sui rifornimenti di carburante negli aeroporti. Casomai, ma questo avveniva già prima della guerra, c’è un problema di infrastrutture di stoccaggio soprattutto nei piccoli scali italiani, sul quale stiamo discutendo con le principali compagnie», spiega Di Palma. Resta però il fatto che l’incertezza alimenta speculazioni che pesano direttamente sul costo dei biglietti aerei, costringendo persino Paesi come il Brasile a valutare tagli alle accise per contenere i prezzi.
Sul versante dei trasporti terrestri, la situazione italiana appare paradossalmente più solida rispetto a quella di altri vicini europei come la Francia. Gianni Murano, presidente dell’Unem, ha rassicurato sulla disponibilità di benzina e gasolio nel breve periodo, ricordando che l’Italia è un esportatore netto e dispone di raffinazione sufficiente a coprire la domanda interna: «Chiaramente tutto dipenderà dell’evoluzione del conflitto, ma non vedo sul breve rischi di esaurimento di carburanti per le nostre auto, per l’autotrasporto o quello aereo. Intanto gli approvvigionamenti alle raffinerie sono garantite fino a maggio, ma soprattutto l’Italia è un importante esportatore di benzina e gasolio». Nonostante queste rassicurazioni, i dati del Mimit confermano il trend rialzista: la benzina in modalità self ha toccato una media di 1,781 euro al litro, mentre il gasolio ha subito balzi significativi arrivando a 2,140 euro. In autostrada i costi lievitano ulteriormente, sfiorando punte che iniziano a preoccupare seriamente i consumatori, nonostante i casi di pompe rimaste a secco restino per ora sporadici ed isolati.