
Roma regina della pet economy: crescita dei consumi e boom di gatti e cani
Il legame tra i cittadini e i propri animali da compagnia sta riscrivendo le gerarchie economiche della regione, posizionando il Lazio come uno dei motori trainanti di un settore che non sembra conoscere crisi. Secondo gli ultimi dati diffusi da Confartigianato Roma, la regione si colloca stabilmente al secondo posto in Italia, subito dopo la Lombardia, per quanto riguarda la spesa complessiva in prodotti e servizi dedicati ai piccoli amici a quattro zampe. Parliamo di una quota imponente pari a 882 milioni di euro, che rappresenta da sola il 13,1% del totale nazionale. Entrando nel dettaglio di queste cifre, emerge come la parte più consistente, ovvero 697 milioni di euro, venga destinata all’acquisto di articoli e beni di consumo, mentre i restanti 185 milioni siano assorbiti dai servizi veterinari e dalle prestazioni accessorie. In questo panorama, la città di Roma recita ovviamente la parte del leone, confermandosi come la prima piazza italiana per volumi di mercato con una spesa di 662 milioni di euro, un dato che sottolinea quanto l’attenzione verso il benessere animale sia diventata una priorità assoluta per le famiglie capitoline.
Analizzando l’evoluzione del comparto nell’ultimo decennio, si nota una vitalità straordinaria che va in netta controtendenza rispetto all’andamento generale dell’artigianato. Mentre il totale delle imprese artigiane ha subito una lieve contrazione, quelle legate al mondo pet sono letteralmente esplose, facendo registrare un incremento del 74,9% nel Lazio e un incredibile +85,7% nella sola area di Roma. Questo fervore economico richiede tuttavia una riflessione profonda sulla qualità e sulla regolarità dei servizi offerti. Il presidente di Confartigianato Roma, Andrea Rotondo, ha infatti evidenziato come questa espansione debba essere accompagnata da un quadro normativo e formativo adeguato: «Il mondo della pet economy, con la sua continua crescita, soprattutto nel centro Italia e a Roma in particolare, ha sempre più necessità di maggiori tutele, di percorsi formativi professionalizzanti e di contrastare il fenomeno dell’abusivismo». L’associazione si sta impegnando attivamente per favorire il riconoscimento di nuove figure professionali e per garantire strumenti di welfare e credito che possano sostenere i piccoli imprenditori di questo mercato così dinamico.
Il fenomeno non riguarda solo le imprese, ma tocca direttamente il cuore della società: secondo le rilevazioni Istat, oltre dieci milioni di famiglie italiane ospitano un animale domestico, circa il 37,7% del totale. La spesa dedicata a loro è cresciuta del 76% in dieci anni, una cifra impressionante se paragonata al modesto incremento del 9,4% della spesa media familiare nello stesso periodo. Carlo Conigli, esperto del settore e proprietario di Agri90, conferma questa tendenza positiva: «Il mondo pet è uno dei pochi, a livello commerciale, a crescere stabilmente. Ogni anno lo sviluppo nel Lazio è costante, e va dal 3 al 5 per cento. Attenzione, però: non si tratta di un percorso facile». La competizione è infatti sempre più agguerrita e richiede competenze specifiche per sopravvivere in un mercato che sta cambiando anche nei suoi protagonisti fisici.
Le abitudini dei romani e dei laziali stanno subendo una mutazione morfologica evidente. I volumi di acquisto indicano una flessione sensibile per quanto riguarda i cani di grossa taglia, le cui vendite sono diminuite tra il 10 e il 15%, a favore di un incremento del 10% per i cani di piccola taglia, più adatti alla vita negli appartamenti cittadini. Tuttavia, i veri protagonisti della scalata sono i felini. Come spiegato sempre da Conigli, la crescita più solida riguarda proprio «la popolazione dei gatti. Qui l’aumento è fisso tra il 5 e il 6%. Spesso, in casa, se ne vuole ormai più di uno. Il mercato dei roditori e degli altri animali, invece, resta una nicchia». Questa trasformazione dimostra come lo spazio domestico si stia rimodellando intorno a nuovi ospiti, consolidando la pet economy come uno dei pilastri della resilienza commerciale di Roma e del Lazio.