Crisi in Medio Oriente: l’Italia pronta a evacuare i connazionali dall’Iran

28/02/2026

L’aggravarsi della tensione internazionale in Medio Oriente, in seguito agli attacchi incrociati che hanno coinvolto Stati Uniti, Israele e Iran, ha posto il governo italiano in uno stato di massima allerta per la tutela dei propri cittadini residenti o in transito nell’area. Durante un recente punto stampa alla Farnesina, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha delineato con precisione il quadro della situazione, confermando che l’Unità di Crisi è operativa per gestire ogni possibile scenario, compresa l’eventualità di un’evacuazione rapida dal territorio iraniano. La preoccupazione principale riguarda un nucleo di circa 500 connazionali presenti in Iran, la maggior parte dei quali stabilmente residenti, per i quali sono già stati predisposti canali di emergenza verso i confini settentrionali del Paese.

Tajani ha spiegato che la presenza diplomatica a Teheran è stata ridotta ai minimi termini nelle scorse ore per garantire la sicurezza del personale, lasciando sul posto solo i funzionari strettamente necessari per l’assistenza. «In Iran ci sono poco meno di 500 italiani, quasi tutti sono residenti. Siamo pronti a evacuarli qualora ci fossero richieste», ha dichiarato il ministro, aggiungendo che l’ambasciatrice Paola Amadei ha già coordinato le procedure per un eventuale trasferimento verso l’Azerbaigian, seguendo un protocollo già collaudato in precedenti situazioni di conflitto. La criticità dei collegamenti e la chiusura di diversi spazi aerei rendono le operazioni estremamente complesse, ma la macchina organizzativa italiana sembra pronta a intervenire non appena le condizioni sul campo lo richiederanno. Proprio in queste ore, un cittadino italiano è riuscito a varcare la frontiera con l’Azerbaigian in autonomia, trovando immediata assistenza presso la locale missione diplomatica italiana.

La portata dell’emergenza non si limita però al solo territorio iraniano, ma si estende a tutto il quadrante mediorientale e del Golfo, dove si stima la presenza di decine di migliaia di italiani tra residenti, turisti e militari. Particolarmente delicata è la situazione in Israele, dove risiedono circa ventimila cittadini con passaporto italiano, a cui si aggiunge un gruppo di pellegrini stimato tra le 200 e le 300 unità. La raccomandazione ufficiale della Farnesina per tutti coloro che si trovano in zone a rischio è di evitare spostamenti non necessari e di attendere istruzioni all’interno delle proprie abitazioni o strutture ricettive. «Alle decine di migliaia di italiani nell’area mediorientale e del Golfo, residenti o turisti, la raccomandazione è di non muoversi, di rimanere a casa o in albergo», ha ribadito Tajani, evidenziando come la chiusura degli spazi aerei, in particolare quello degli Emirati Arabi Uniti previsto per una settimana, stia causando pesanti disagi a chi deve rientrare.

Per far fronte ai blocchi aeroportuali, il ministero ha disposto l’installazione di desk informativi e di assistenza immediata presso gli scali internazionali di Doha e Abu Dhabi, cercando di raggiungere anche i connazionali che si trovano in località più remote o nei resort turistici. La crisi tocca anche gli interessi strategici e commerciali dell’Italia, specialmente per quanto riguarda la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz. Tajani ha espresso cautela sull’ipotesi di una chiusura dello stretto da parte del regime di Teheran. «Non so quanto convenga all’Iran indurire la situazione: più indurisce la situazione più vuol dire che il regime è in difficoltà», ha commentato il ministro, sottolineando il ruolo cruciale delle missioni militari europee Atalanta e Aspides nel garantire la libertà di circolazione delle merci contro gli attacchi dei pirati Houti.

L’impegno italiano nell’area è dunque duplice: da un lato la salvaguardia fisica dei civili e dei militari, dall’altro la difesa dei corridoi marittimi fondamentali per l’economia globale. La missione Aspides, nata specificamente per contrastare le minacce lungo le rotte del Mar Rosso e del Golfo, continua a operare con il supporto della Commissione Europea e dell’Alto rappresentante Kaja Kallas. In un contesto così fluido e pericoloso, dove la situazione può degenerare da un momento all’altro, il governo italiano ribadisce che la priorità assoluta resta l’incolumità dei connazionali, assicurando che ogni risorsa diplomatica e militare sarà impiegata per evitare che la crisi possa travolgere i cittadini italiani presenti nell’area.

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