Strage del bar Constellation: indagati i vertici della sicurezza

30/01/2026

L’inchiesta sulla drammatica notte di Capodanno a Crans-Montana, dove un incendio devastante nel bar Le Constellation ha strappato la vita a 40 persone e causato il ferimento di altre 116, sta assumendo proporzioni sempre più vaste e inquietanti. La procura di Sion, che procede con l’ipotesi di reato per omicidio plurimo, lesioni e incendio colposi, ha deciso di puntare i riflettori non solo sui proprietari dell’attività, Jacques e Jessica Moretti, ma anche sui vertici dell’amministrazione comunale responsabili della sicurezza. Oltre a Ken Jacquemoud, che ha ricoperto il ruolo di responsabile della sicurezza per il Comune dal 2019 fino al 2024, gli inquirenti hanno messo sotto accusa anche il suo successore, Christophe Balet. Quest’ultimo, che ha assunto l’incarico recentemente, è colui che lo scorso 3 gennaio ha consegnato alle autorità la documentazione ufficiale riguardante le autorizzazioni e le ispezioni dell’edificio teatro della strage.

Le date degli interrogatori sono già state fissate e segneranno un passaggio cruciale per comprendere la catena di omissioni che ha portato al disastro. Balet sarà ascoltato dai magistrati il 6 febbraio, mentre tre giorni dopo toccherà a Jacquemoud fornire spiegazioni su un quinquennio di mancati controlli. Secondo quanto emerso dalle prime indagini, le ispezioni condotte a partire dal 2019 si sarebbero concluse con prescrizioni di lieve entità, ignorando completamente la pericolosità del materiale infiammabile installato sul soffitto del locale, una schiuma fonoassorbente che si è rivelata una trappola mortale. La negligenza appare ancora più grave se si considera che dal 2019 non sono mai state effettuate verifiche sugli obblighi che il locale avrebbe dovuto adempiere entro novanta giorni dalle visite precedenti.

Il tentativo del Comune di accreditarsi nel procedimento come semplice attore, una figura giuridica che avrebbe permesso all’ente di partecipare attivamente alle indagini, è stato duramente respinto dal procuratore aggiunto Catherine Seppey. Nell’ordinanza di rigetto, i magistrati hanno espresso parole durissime nei confronti dell’amministrazione. Si legge infatti nel documento: «Vi sono motivi per ritenere che il Comune abbia mancato al suo dovere di far rispettare le varie norme per salvaguardare la vita e l’integrità fisica degli avventori del bar “Le Constellation”; che tali mancanze potrebbero essere attribuite sia ai dipendenti che agli attuali ed ex membri del consiglio comunale». La procura ha inoltre sottolineato come l’ente non abbia intrapreso azioni correttive nonostante la criticità della struttura fosse probabilmente nota da tempo: «il Comune probabilmente non ha intrapreso alcuna azione coercitiva in merito alle presunte violazioni delle norme edilizie che ora afferma, sebbene la situazione gli fosse probabilmente già nota ben prima dell’incendio del primo gennaio 2026».

La situazione di Ken Jacquemoud è ulteriormente complicata dal fatto che non fosse un dipendente diretto ma un professionista incaricato. Il sindaco Nicolas Feraud ha riferito che l’uomo avrebbe trattenuto parte della documentazione sensibile, consegnandola solo in un secondo momento tramite il proprio legale. Il rapporto di polizia evidenzia che «Feraud, ha informato i nostri servizi di avere un fascicolo supplementare da presentare urgentemente ai nostri servizi, all’attenzione della Procura della Repubblica. Infatti, secondo lui, dopo approfondite verifiche, è emerso che l’ex addetto alla sicurezza del Comune di Chermignon, assunto privatamente e non dall’ex Comune, era ancora in possesso di documenti che non erano inclusi nel primo fascicolo presentato».

L’ombra della negligenza si estende però ben oltre il singolo bar. Un dossier interno rivela una gestione della sicurezza pubblica definibile come fallimentare: su 110 strutture aperte al pubblico nel territorio comunale, ben 54 non risultano aggiornate con i controlli periodici obbligatori. Solo 38 locali sono in regola con le ispezioni del 2025, mentre per 18 la situazione è talmente incerta da essere classificata come non sicura. L’elenco delle inadempienze è sconcertante: ci sono ristoranti che non ricevono visite dal 2020 nonostante ristrutturazioni e cambi di gestione, e persino un hotel la cui ultima ispezione risale al 2009. Per il bar Le Constellation, tragicamente, la prossima visita era stata pianificata solo per la primavera di quest’anno.

M.M.

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