
Una Roma incerottata si gioca ad Atene il pass per gli ottavi di EL
Lo Stadio Olimpico Spyros Louīs di Atene si presenta oggi come un cantiere a cielo aperto, un teatro sportivo che porta addosso i segni del tempo e di una ristrutturazione che fatica a concludersi. Tra tribune fatiscenti e la presenza ingombrante di due gru proprio sulla pista di atletica, l’impianto che fu il cuore pulsante delle Olimpiadi del 2004 sembra oggi molto lontano dai fasti di un tempo. In questo scenario precario e quasi decadente, la Roma di Gian Piero Gasperini cerca di strappare il pass per l’accesso diretto agli ottavi di finale di Europa League, sfidando un Panathinaikos guidato da una vecchia conoscenza del calcio internazionale come Rafa Benitez. I greci, pur avendo già blindato l’accesso ai playoff, non hanno più la possibilità matematica di entrare direttamente tra le prime otto, ma intendono onorare l’impegno davanti al proprio pubblico, sebbene la capienza dell’impianto sia drasticamente ridotta a causa dei lavori.
Il tecnico giallorosso deve però fare i conti con un’infermeria che non accenna a svuotarsi e che, proprio alla vigilia della partenza per la Grecia, ha presentato nuovi conti salatissimi. L’assenza di Ferguson, fermato nuovamente da un riacutizzarsi del problema alla caviglia, ha spinto l’allenatore a un amaro commento sulla sfortuna che sta perseguitando il giocatore: «questo ragazzo, tra le altre cose, è pure sfortunato». La situazione non migliora affatto guardando al reparto avanzato, dove l’indisponibilità di Malen, Vaz e Venturino restringe drasticamente le opzioni tattiche a disposizione della panchina. Anche Paulo Dybala, pur essendo parte della spedizione, non è al meglio della condizione fisica a causa di un fastidio al ginocchio che ne mette in dubbio l’impiego dal primo minuto. Con una lista di attaccanti ridotta ai minimi termini, Gasperini ha ammesso con una punta di ironia la difficoltà del momento, sottolineando come «ho tanti esterni e pochi attaccanti» e arrivando a ipotizzare soluzioni d’emergenza quasi paradossali per il ruolo di punta centrale: «mi toccherà schierare centravanti uno tra Mancini e Ndicka».
Nonostante le criticità oggettive, l’allenatore mantiene un profilo sereno, quasi distaccato rispetto all’importanza vitale del piazzamento immediato nel G8 europeo. Per la Roma, entrare nelle prime otto rappresenterebbe un privilegio ma non un obbligo assoluto, dato che l’eventuale disputa di un turno supplementare di playoff non viene vissuta come un dramma sportivo. Gasperini ha infatti ribadito chiaramente le gerarchie stagionali, affermando che «è chiaro: affronteremo la gara cercando di far risultato, ma non è una partita da vincere a ogni costo. La priorità è il campionato». Questo approccio non deve essere scambiato per disinteresse verso la competizione continentale, quanto piuttosto per una gestione oculata delle scarse risorse fisiche in un periodo denso di impegni. Il tecnico ha evidenziato come la squadra sia maturata proprio attraverso il ritmo serrato delle partite giocate, dichiarando che «siamo cresciuti giocando, e siamo migliorati qualitativamente, non lo ritengo un problema il turno in più da disputare».
La crescita complessiva del gruppo rimane il tema centrale per l’allenatore, che ha ricordato le difficoltà iniziali nel concretizzare la mole di gioco prodotta, specialmente dopo i passi falsi casalinghi caratterizzati da errori pesanti, inclusi tre rigori falliti in una singola sfida. Tuttavia, il tecnico vede ora una compagine molto più solida e consapevole, capace di produrre molto in fase offensiva senza perdere la necessaria stabilità difensiva. La sfida contro il Panathinaikos segna anche l’incontro con Benitez, un collega stimato con cui i rapporti sono eccellenti da anni. Parlando dello spagnolo, Gasperini lo ha definito «un grandissimo professionista, vincente in tanti Paesi», aggiungendo che «con lui ho sempre avuto un buon rapporto, cresciuto negli anni. È un piacere rivederlo e salutarlo, una bella sfida». In una notte ateniese sospesa tra polvere di cantiere e ambizioni europee, la Roma cerca conferme del proprio percorso di crescita, consapevole che il vero traguardo resta la solidità di un progetto tecnico in costante evoluzione.