
Un ristorante sulla Basilica di San Pietro: un’operazione senza precedenti
Il cuore della cristianità si prepara a svelare una novità assoluta che coniuga la sacralità del luogo con l’accoglienza dedicata ai flussi turistici moderni. Tra le mura della Città del Vaticano si sta lavorando con discrezione alla nascita del primo ristorante progettato per operare sulla spettacolare terrazza che sovrasta la Basilica di San Pietro. Si tratta di un’operazione senza precedenti, destinata a trasformare un’area precedentemente inaccessibile in un punto di ristoro unico al mondo, situato proprio a ridosso delle imponenti statue degli apostoli che dominano la facciata. Da questa posizione privilegiata, i futuri avventori potranno godere di una panoramica mozzafiato che abbraccia l’intera estensione della Capitale, offrendo un’esperienza che è stata definita come una «amatriciana divina davanti alla vista più spettacolare che ci sia».
Il cantiere sta procedendo sfruttando alcuni locali storici che in passato venivano utilizzati dai Sampietrini per il deposito dei materiali necessari alla manutenzione della basilica. Nonostante il massimo riserbo che circonda l’iniziativa, alcune indiscrezioni confermano che nelle ultime settimane sono stati consegnati arredi e attrezzature, suggerendo che la fase di allestimento sia ormai in uno stadio avanzato. L’idea, rimasta a lungo in fase di gestazione, era stata originariamente pensata per il Giubileo, ma diverse complicazioni tecniche e la priorità accordata ad altri interventi strutturali hanno fatto slittare l’apertura. Ora che il clima post-giubilare appare più disteso, l’inaugurazione potrebbe coincidere con le celebrazioni per il quarto centenario della consacrazione della basilica nella sua conformazione attuale.
Il prossimo 18 novembre ricorrerà infatti l’anniversario della solenne cerimonia presieduta da Urbano VIII nel 1626, evento che segnò la fine di un cantiere durato oltre un secolo. La trasformazione di parte della basilica in un percorso che include anche servizi di ristorazione di alto livello si inserisce nel più ampio processo di musealizzazione che era stato autorizzato già da Papa Francesco per gestire l’enorme pressione dei visitatori. Sebbene esista già un piccolo punto di ristoro nei pressi dell’uscita dell’ascensore, concepito principalmente come fermata tecnica per evitare colpi di calore durante la salita verso la Cupola, il nuovo progetto mira a offrire un servizio molto più strutturato e suggestivo.
La gestione dei flussi rimane una delle sfide principali per l’amministrazione vaticana, considerando che durante i grandi eventi si sono toccati picchi di cinquantamila ingressi giornalieri. Offrire la possibilità di sostare e pranzare quasi sospesi su Roma, circondati dalla storia e dall’arte, rappresenta un’evoluzione significativa per un luogo che custodisce le spoglie dell’apostolo Pietro. In attesa di conferme ufficiali sulla data del taglio del nastro, l’attesa cresce per quello che promette di essere il bistrot più iconico del pianeta, dove la solennità della storia si mescola alla quotidianità di un pasto consumato tra le nuvole. Resta da vedere se le autorità vaticane sceglieranno proprio la ricorrenza del 1626 per aprire le porte di questo spazio, rinnovando l’abbraccio simbolico alla città che Urbano VIII celebrò quattro secoli fa al termine di una messa durata tre ore.