
Roma candidata per l’Autorità europea delle dogane: il piano di Gualtieri
La corsa per ospitare la futura sede dell’Autorità europea delle dogane entra nel vivo e vede Roma protagonista di una sfida diplomatica e amministrativa di alto profilo. Nel cuore pulsante delle istituzioni comunitarie a Bruxelles, il sindaco Roberto Gualtieri e il sottosegretario all’Economia Federico Freni hanno presentato agli eurodeputati della commissione Mercato interno un dossier estremamente dettagliato che punta a rendere la Città Eterna il baricentro della sicurezza doganale del continente. Il progetto mira a portare nella capitale l’Euca, l’agenzia incaricata di coordinare le amministrazioni nazionali e armonizzare le procedure di controllo, sfruttando l’esperienza maturata dall’Italia nel settore del contrasto alle frodi e alla contraffazione, storicamente guidato dalla Guardia di Finanza.
Durante l’audizione, il primo cittadino ha voluto sottolineare come la capitale rappresenti una realtà urbana strutturata per accogliere istituzioni di tale portata, definendo Roma come una «città globale, tra i principali hub del sistema Onu». La presenza di oltre duecentocinquanta ambasciate e di una vasta rete di scuole internazionali garantisce un contesto ideale per il personale straniero che verrebbe impiegato presso l’agenzia. Gualtieri ha ricordato come l’offerta italiana sia una sintesi perfetta tra efficienza logistica e benessere personale: «Roma è la sede ideale per ospitare la nuova Autorità europea delle dogane» anche grazie a una qualità della vita che appare «certificata dalla Dolce Vita».
Sul piano operativo, la sede individuata per accogliere i circa cinquecento dipendenti dell’Autorità si trova nel quartiere dell’Eur, precisamente in viale della Civiltà Romana 7. Si tratta di un complesso architettonico modernista di diecimila metri quadrati, situato in una posizione strategica per i collegamenti urbani e internazionali. Il sindaco ha fatto notare che «la metropolitana è a pochi passi, in sette fermate si è al Colosseo, mentre un treno urbano collega in altrettanti stop alle spiagge». Oltre alla vicinanza con l’aeroporto di Fiumicino, raggiungibile in tempi brevissimi, l’Italia gioca la carta dell’abbattimento totale dei costi per le casse comunitarie.
Il sottosegretario Freni ha infatti evidenziato che l’immobile sarà concesso in comodato d’uso gratuito a tempo indeterminato, una condizione rarissima tra le nove città candidate. Lo Stato italiano si farebbe carico di ogni spesa relativa a manutenzione, arredamento e utenze, garantendo un risparmio stimato in circa cinquanta milioni di euro per l’Unione Europea. Secondo Freni, questa scelta riflette la volontà di investire concretamente nel rafforzamento del mercato unico, poiché «soltanto migliorando la sicurezza doganale possiamo migliorare la competitività del mercato unico». L’Italia si presenta dunque con un pacchetto completo e competitivo, pronta a sfidare avversarie come Lilla, Malaga, L’Aia e Varsavia in una partita che si deciderà sul merito e sul bilanciamento geografico delle agenzie europee. Gualtieri ha infatti concluso ribadendo che «Roma se la gioca per definizione» in virtù di una proposta che «nessuno offre queste cose tutte insieme».