
Via Veneto torna alla Dolce Vita: il piano da 4,5 milioni per il rilancio della strada iconica
Via Veneto, la strada che per decenni ha incarnato il fascino e l’eleganza della capitale nel mondo, si appresta a vivere una stagione di profondo cambiamento. Dopo anni di attesa e una progressiva perdita di quella identità glamour che la rese celebre negli anni della Dolce Vita, l’amministrazione comunale ha finalmente tracciato la rotta per un restyling completo che interesserà il tratto compreso tra largo Federico Fellini e piazza Barberini. La sfida è ambiziosa: trasformare un’arteria oggi dominata dal traffico veloce in uno spazio urbano dove la lentezza e il prestigio possano tornare a convivere. Il progetto, sostenuto da un investimento complessivo di 4,5 milioni di euro, prenderà il via nel corso del 2026, con una data d’inizio ancora da stabilire tra marzo e luglio a seguito di un giro di consultazioni con residenti, commercianti e albergatori che animano quotidianamente la zona.
Il rilancio di via Veneto non è solo una necessità infrastrutturale, ma un atto dovuto verso un simbolo che continua a catturare l’attenzione globale. Negli ultimi mesi, la strada è tornata sotto i riflettori della mondovisione grazie a eventi di altissimo profilo come la sfilata di Dolce e Gabbana e documentari che celebrano i suoi angoli più iconici, come quel Caffè Veneto dove nel luglio del 1960 nacque il sodalizio tra Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. Eppure, nonostante la forza del mito, la realtà attuale presenta criticità evidenti legate alla qualità dello spazio pubblico e all’intensificarsi dei flussi pedonali non sempre gestiti al meglio. Per porre rimedio a questa situazione, il piano di intervento prevede il rifacimento integrale delle pavimentazioni pedonali utilizzando la basaltina. Una delle novità più significative riguarda il rialzo dei marciapiedi in prossimità degli incroci con l’aggiunta di bordi bombati, una soluzione pensata per scoraggiare il parcheggio selvaggio e restituire dignità al passaggio dei pedoni.
L’attenzione ai dettagli sarà massima: dalle lastre ammalorate ai percorsi dedicati alla sicurezza e all’orientamento Loges, fino all’efficientamento delle caditoie per il deflusso delle acque piovane. Il piano non si limita alla superficie, ma abbraccia l’intero ecosistema della via, inclusa la cura delle alberature, molte delle quali risultano oggi compromesse nel tratto verso piazza Barberini. Al termine dei lavori strutturali, verranno installati nuovi sistemi di irrigazione per le aiuole e una illuminazione rinnovata, capace di valorizzare le architetture storiche. Mariano Angelucci, presidente della Commissione Turismo, ha espresso grande soddisfazione per l’approvazione della delibera: «È un progetto capace di restituire a via Veneto la sua grande bellezza e il suo ruolo centrale. Questo importante intervento di rigenerazione urbana migliorerà concretamente la qualità della vita delle romane e dei romani e di tutte le persone che visitano la nostra città».
La filosofia che guida l’intervento è quella di un ritorno alla fruizione lenta dello spazio pubblico, dove gli spazi attrezzati permettano di vivere la città all’aperto. I marciapiedi più larghi e i nuovi arredi urbani, inclusi cestini e sedute coerenti con il contesto storico, favoriranno la possibilità di godersi la strada tra i palazzi che hanno visto gli anni ruggenti della capitale. In questa prospettiva si inserisce anche la sperimentazione di una parziale pedonalizzazione durante alcuni weekend calendarizzati, un test per valutare nuove modalità di vivibilità della zona. Antonio Stampete, presidente della Commissione Lavori pubblici, ha sottolineato l’importanza di questa visione: «E’ un intervento importante per riportare via Veneto ai fasti di un tempo e soprattutto un provvedimento che aumenta gli spazi attrezzati per consentire ai cittadini e ai turisti di vivere Roma all’aperto nel modo migliore».
I cantieri, la cui durata è stimata in circa sei mesi, saranno suddivisi in tre fasi distinte per limitare al massimo l’impatto sulla viabilità e sulle attività economiche. L’assessorato ai Lavori pubblici, guidato da Ornella Segnalini, ha garantito che ogni passaggio sarà condiviso con gli stakeholder locali, consapevoli che il successo dell’opera dipende anche dalla capacità di gestire i disagi temporanei. L’obiettivo finale resta chiaro: non si cerca un semplice remake nostalgico, ma una rigenerazione che renda via Veneto di nuovo inedita pur rispettando la sua storia identitaria. In fondo, se per fare tutto ci vuole un fiore, per rifare via Veneto ci vuole un marciapiede che sappia di nuovo accogliere il mondo con la classe che le appartiene.