
Roma ad Atene per evitare i playoff: le mosse di Gasperini
L’appuntamento di Atene contro il Panathinaikos rappresenta per la Roma di Gian Piero Gasperini molto più di una semplice formalità europea, nonostante il blasone attuale dell’avversario possa trarre in inganno. Osservando il cammino dei greci in campionato, dove navigano al quinto posto distaccati di ben diciotto lunghezze dalla vetta e persino dietro al Levadiakos, si potrebbe pensare a una gara semplice. Anche la classifica di Europa League suggerisce un destino ormai segnato per la squadra guidata da Benitez. I greci hanno già blindato l’accesso ai playoff e, indipendentemente dal risultato di domani, non possono né scivolare fuori dalla zona qualificazione, né ambire a un posto tra le prime otto. Per la compagine giallorossa, invece, la posta in palio è altissima. Attualmente sesta, la Roma ha la necessità vitale di difendere la propria posizione per garantirsi il salto diretto agli ottavi di finale.
Conquistare un posto tra le prime 8 significherebbe prima di tutto evitare il doppio confronto logorante dei playoff, regalandosi un mese di febbraio privo di impegni infrasettimanali. Questo vantaggio strategico si rifletterebbe immediatamente sul campionato, permettendo a Gasperini di preparare la delicatissima sfida contro la Juventus di Spalletti con una settimana intera di lavoro, senza disperdere energie fisiche e mentali negli spareggi europei. Al contrario, i bianconeri di Spalletti saranno costretti a passare dalle forche caudine dei playoff, dove rischiano di incrociare avversari temibili come Galatasaray, Leverkusen, Marsiglia o Dortmund. Per una Roma che ha già mostrato qualche segno di stanchezza e ha perso pedine importanti per infortunio, poter rifiatare dopo un ciclo terribile di 9 partite in un solo mese sarebbe un risultato fondamentale.
Il tecnico dovrà però compiere questa impresa in piena emergenza, rinunciando a cinque o sei titolari inamovibili. Una situazione che ricorda molto da vicino la sfida contro lo Stoccarda, quando le scelte iniziali di Gasperini avevano sollevato qualche perplessità, salvo poi essere ampiamente giustificate dal verdetto del campo. Ad Atene la rosa si allargherà per necessità e per scelta, dando spazio a volti nuovi. Oltre agli infortunati Hermoso, El Shaarawy, Dovbyk e Koné, mancheranno anche Malen, Vaz e il giovane Venturino, non presenti nella lista Uefa perchè appena ingaggiati. Angeliño resta non disponibile, mentre Dybala verrà preservato in vista della trasferta di Udine. In difesa si scalda la coppia composta da Ziolkowski e Ghilardi, mentre a centrocampo dovrebbero agire Pisilli ed El Aynaoui, con il recuperato Rensch a presidiare la fascia se il ginocchio darà le giuste garanzie.
Gli unici a cui verrà chiesto un ulteriore sacrificio sono Soulé, Pellegrini e Celik, mentre in attacco fari puntati su Ferguson. L’irlandese sta vivendo un momento particolare, stretto tra le gerarchie di Gasperini e le voci di mercato che lo vorrebbero nel mirino del Bologna in caso di partenza di Dallinga. Nonostante il tecnico gli abbia preferito Vaz nell’ultima gara contro il Milan, Ferguson resta una risorsa preziosa, come dimostrato dalla doppietta decisiva siglata a Glasgow che ha spianato la strada europea ai giallorossi. In Grecia è atteso a una prova di carattere per confermare la propria affidabilità. Vincere ad Atene è l’unica via sicura per non dover dipendere dai risultati di Porto, Betis e Ferencvaros, evitando calcoli complessi e chiudendo la pratica qualificazione con la forza del gruppo e delle idee del proprio allenatore.