
Roma, ordinanza movida: stop ai minimarket senza tavoli nel weekend
La città di Roma si appresta a vivere una nuova fase di regolamentazione dei flussi della vita notturna attraverso un provvedimento che mira a bilanciare il diritto al divertimento con quello alla pubblica quiete. Il sindaco Roberto Gualtieri ha infatti firmato una nuova ordinanza che stabilisce, con decorrenza immediata e fino all’11 ottobre 2026, una limitazione oraria significativa per le attività commerciali di vicinato del settore alimentare. Nello specifico, tutti gli esercizi sprovvisti di tavoli interni per la consumazione dei prodotti dovranno sospendere l’attività dalle ore 22 alle ore 5 del mattino successivo durante i giorni di venerdì, sabato e domenica. Questa decisione non giunge come un fulmine a ciel sereno, ma ricalca e amplia un sentiero normativo già tracciato nell’ottobre del 2024, estendendo però la sua efficacia temporale e spaziale per rispondere alle crescenti criticità segnalate dalle amministrazioni municipali e dai cittadini.
Il cuore del provvedimento risiede nella necessità di arginare fenomeni di degrado che spesso accompagnano le ore più tarde della serata. Nel documento ufficiale, il primo cittadino evidenzia come la decisione sia maturata a seguito di «ripetuti episodi di disturbo della quiete pubblica, se non di vandalismo e di resistenza nei confronti dei controlli della polizia locale di Roma Capitale». Le zone coinvolte sono quelle dove la pressione della movida si fa più sentire, come i quartieri del II Municipio. Tra San Lorenzo, corso Trieste, il Flaminio e piazza Bologna, la cronaca recente riporta non solo assembramenti nei fine settimana ma anche durante i giorni feriali. Tali situazioni portano frequentemente all’occupazione delle sedi stradali, impedendo il transito dei mezzi pubblici e privati, oltre a generare schiamazzi, musica ad alto volume e, nei casi più gravi, rissa o atti vandalici.
L’amministrazione capitolina sottolinea che l’ordinanza serve a mitigare «situazioni che generano assembramenti spontanei non concretamente controllabili vista la sproporzione tra il numero degli avventori e gli organi deputati al controllo», cercando al contempo di prevenire i pericoli derivanti dallo stato di ebbrezza alcolica. L’elenco dei territori interessati è vasto e comprende i Municipi I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X e XIII. Particolare attenzione è stata rivolta al IX Municipio, ora incluso integralmente nella misura, e al XIV Municipio, dove il raggio d’azione si estende a vie cruciali di Primavalle come via Pietro Maffi, piazza Alfonso Capecelatro e via Federico Borromeo, toccando anche Torrevecchia e l’area di piazza Guadalupe a Monte Mario.
Non restano esclusi altri quadranti sensibili come il Municipio XII, con il coinvolgimento dell’area tra viale Trastevere e lungotevere degli Artigiani, o il Municipio XV, dove la stretta colpirà la zona di ponte Milvio, viale di tor di Quinto e porzioni significative della via Cassia e di via Flaminia, arrivando fino alle zone di Labaro e Prima Porta. Oltre al consueto calendario del fine settimana, il sindaco ha previsto che le medesime restrizioni vengano applicate in date simboliche del 2026, tra cui il lunedì dell’Angelo il 6 aprile, il ponte del primo maggio a partire dal 30 aprile, le festività del 2 giugno e la ricorrenza dei santi patroni Pietro e Paolo il 29 giugno. Questa pianificazione strategica punta a garantire una cornice di sicurezza e decoro in vista dei periodi di maggiore afflusso turistico e aggregazione sociale nella capitale.