
Pisilli show: la Roma di Gasperini batte lo Stoccarda e vede gli ottavi
La magica notte europea della Roma si tinge dei colori della gioventù e del talento cristallino di Nicolò Pisilli, il giovane centrocampista che ha letteralmente trascinato la formazione giallorossa nel successo contro lo Stoccarda. In un’atmosfera carica di entusiasmo, il ragazzo ha confermato il suo talento, sebbene la sua splendida prestazione non sia bastata a spegnere definitivamente le indiscrezioni che lo vorrebbero lontano dalla Capitale nella prossima finestra di mercato. Al termine della gara, parlando ai microfoni di Sky, il calciatore ha espresso tutto il suo attaccamento alla maglia senza però nascondere le legittime ambizioni di ogni professionista. Ha infatti dichiarato con grande sincerità: «Per me giocare per la Roma è un sogno. Sono tifoso romanista, ma ogni giocatore vuole giocare e quando trova meno spazio fa delle riflessioni. Ora sono focalizzato al cento per cento sulla Roma e fino all’ultimo giorno che starò qui sarà così».
I suoi goal hanno un peso specifico enorme non solo per il suo morale, ma per l’intero cammino europeo del club capitolino. Grazie a questa vittoria, infatti, la Roma ha messo una solida ipoteca sulla qualificazione diretta agli ottavi di finale della competizione, riuscendo molto probabilmente a evitare lo scoglio sempre insidioso dei playoff. Pisilli ha commentato il momento del gol con un misto di gioia e umiltà, spiegando quanto fosse importante tornare a segnare proprio in una serata così decisiva per le sorti della squadra. Interpellato poi sui paragoni illustri che iniziano a circolare tra gli addetti ai lavori, che lo accostano a giganti del calcio italiano come Marchisio o Tardelli, il centrocampista ha preferito mantenere i piedi ben saldi a terra. «Marchisio l’ho visto un po’ di più mentre Tardelli chiaramente per età non l’ho potuto vedere. Io è un anno che gioco con i grandi e loro hanno una carriera grandissima alle spalle quindi è molto presto per essere accostato a loro», ha commentato.
In questo scenario di successi si inserisce perfettamente il lavoro di Gian Piero Gasperini, il tecnico che è riuscito a costruire un impianto di gioco solido, capace di resistere anche ai numerosi cambi di formazione. La Roma sta vivendo un momento di forma eccezionale, consolidato dal quarto posto in campionato e da una mentalità vincente che sembra ormai entrata nel DNA del gruppo. L’allenatore ha voluto elogiare non solo Pisilli, ma l’intero gruppo di giovani che sta trovando spazio e continuità, citando anche le ottime prove di Ghilardi e Ziolkowski. Gasperini ha spiegato che la partita contro lo Stoccarda è stata l’occasione ideale per testare la condizione di elementi come Soulé e Pellegrini, definendo la prestazione complessiva come perfetta per la capacità di valorizzare ogni componente della rosa.
Analizzando nello specifico la crescita del suo giovane gioiello, il tecnico di Grugliasco ha speso parole di grande stima, riconoscendo una maturità fuori dal comune per un ragazzo della sua età. Ha ribadito come il calciatore sia cresciuto molto sotto il profilo tattico, diventando un valore aggiunto capace di aumentare la qualità media della rosa. Addentrandosi poi nel paragone storico, Gasperini ha trovato una suggestiva somiglianza con un campione del passato, affermando che: «Lui già l’anno scorso aveva dimostrato valore. Credo che sia cresciuto molto, è un ragazzo che al di là dei gol ha raggiunto una maturità in mezzo al campo nonostante la sua giovane età. È sicuramente uno di quelli che possono ampliare la qualità della rosa della Roma. Pisilli? Assomiglia un po’ a Tardelli. Tardelli era un giocatore simile anche fisicamente, magari Pisilli non ha quella velocità però ha questa capacità di inserirsi e di fare gol, poi calcia benissimo. È sicuramente un bel valore».
La filosofia di Gasperini emerge chiaramente anche quando si parla dell’andamento stagionale e della gestione dei risultati. Il tecnico ha respinto l’idea di una squadra che debba accontentarsi del pareggio per gestire la classifica, puntando invece sempre alla vittoria come unico strumento per compiere reali salti in avanti. Secondo il mister, la ricerca del bottino pieno deve essere una costante indipendentemente dal valore dell’avversario. Ha concluso la sua analisi con una riflessione sulle ambizioni future: «Qualcuno a volte ci dice che se avessimo fatto qualche pareggio in più saremmo più in alto. Però è anche vero che se avessimo fatto qualche vittoria in meno saremmo più bassi. Noi cerchiamo di vincere sempre in ogni partita indipendentemente dall’avversario. Non voglio che speculiamo sul punticino perché i salti in avanti li fai quando riesci a vincere le partite. Ci sono mancati ancora i risultati con le primissime del campionato anche se secondo me ci stiamo avvicinando. Se riuscissimo a fare risultato anche con le prime allora ci sentiremmo anche più forti».