
Roma, stasera contro lo Stoccarda ma con la testa al Milan
Il percorso della Roma in Europa League giunge a un passaggio fondamentale nella sfida casalinga contro lo Stoccarda, ma la sensazione che si respira a Trigoria è quella di una gestione estremamente ponderata delle energie. Sin dal giorno del sorteggio, l’allenatore giallorosso aveva tracciato una linea chiara: l’obiettivo è evitare lo scoglio dei playoff entrando direttamente nelle prime 8, ma senza che questo diventi un’ossessione capace di prosciugare le forze necessarie per la scalata in Serie A. La visione del tecnico non è cambiata e, anzi, si è rafforzata con il passare delle settimane. Sebbene la gara dell’Olimpico rappresenti una vetrina importante in cui la squadra vuole ben figurare, il vero pensiero fisso dello staff tecnico e della società sembra essere rivolto alla sfida di domenica contro il Milan. Si tratta di un impegno con un peso specifico differente, soprattutto per le implicazioni economiche e strategiche legate alla qualificazione in Champions League, un traguardo fondamentale per sostenere il progetto dei Friedkin. Proprio la proprietà americana sta dimostrando una vicinanza costante, come testimoniato dalla presenza di Ranieri e Massara agli ultimi allenamenti, un segnale di unità verso la costruzione della Roma del futuro.
Le parole del mister confermano questa gerarchia di priorità, sottolineando come l’attenzione principale sia rivolta al torneo nazionale. «Lo Stoccarda è molto vicino al Milan, su cui riponiamo maggiori attenzioni. In Europa siamo in una buona posizione e con una vittoria abbiamo possibilità di saltare il playoff, ma siamo focalizzati sul campionato, anche per ciò che è accaduto nell’ultimo turno». Il riferimento è ai recenti passi falsi delle dirette concorrenti, come Juventus e Napoli, che hanno permesso alla Roma di vedere molto più da vicino la zona di vertice. Questa consapevolezza ha cambiato la percezione interna della squadra: «Inter a parte, ce la possiamo giocare con tutte», ha specificato Gasp. Questa nuova sicurezza obbliga però a scelte drastiche sul fronte della formazione. Il turnover, solitamente poco amato dall’allenatore, diventa stasera una necessità imprescindibile per preservare i titolari in vista del Milan. Spazio dunque a elementi come Pisilli, Ghilardi e Ziolkowski, con il possibile ritorno di Ferguson e il ballottaggio tra Rensch e Celik. Nonostante le rotazioni, la vittoria resta l’obiettivo per alimentare il ranking italiano nella corsa contro Germania e Spagna, garantendo potenzialmente un posto extra nella prossima massima competizione europea.
La filosofia del tecnico va però oltre il singolo risultato e si concentra sulla creazione di una struttura societaria e sportiva solida. L’ambizione è quella di arrivare a disporre di un gruppo di sedici elementi di altissimo livello, supportato da giovani talenti pronti a integrarsi senza scossoni. La sua idea di gestione è molto netta e non prevede prestiti o esperienze esterne per i ragazzi più promettenti. «Vorrei sviluppare un nucleo forte di quindici/sedici giocatori competitivi e che quando cambi soffri molto poco. E riuscire a far crescere altri giovani che possono alimentare il nucleo di una squadra. La crescita dei ragazzi non è uguale per tutti e va vista sul campo», ha spiegato, portando Pisilli come esempio virtuoso di un talento che deve completare la propria maturazione restando all’interno del centro sportivo giallorosso. Questo approccio serve anche a garantire la sostenibilità economica del club, permettendo di rimpiazzare eventuali partenti senza dover ricorrere a investimenti spropositati sul mercato. In questo contesto, la vittoria di un trofeo come l’Europa League viene vista come un traguardo possibile ma non come l’unico metro di giudizio per valutare il lavoro svolto. La priorità resta il miglioramento costante sotto ogni aspetto, poiché, come sostiene il tecnico, «se questo è l’unica cosa che gratifica, si rischia di restare perennemente delusi. Vincere in Europa per le italiane è un problema da tanti anni. Se questo deve essere il metro di giudizio per la Roma, allora c’è il rischio di rimanere delusi». L’obiettivo primario è dunque crescere fino a diventare naturalmente una squadra vincente, partendo dalla solidità di un gruppo che oggi si sente finalmente superiore rispetto al recente passato.