
Lazio, via anche Romagnoli. Tensione tra Sarri e Lotito
La pesante sconfitta interna col Como sta lasciando pesanti strascichi nell’ambiente Lazio. E a peggiorare le cose c’è una nuova uscita all’orizzonte, quella di Alessio Romagnoli, intenzionato a dire sì alla ricca proposta che gli è arrivata dall’Al Sadd: a lui andranno 6 milioni di euro netti all’anno per i prossimi 3 anni, mentre le casse biancocelesti saranno arricchite da 8 milioni. Inutile dire, però, che Sarri mal digerisce l’ennesimo boccone amaro di questa stagione. La situazione in casa biancoceleste appare ormai irrimediabilmente compromessa, trasformando quello che doveva essere un progetto tecnico ambizioso in una convivenza forzata segnata da dispetti e reciproci veleni. A nulla è servito il vertice chiarificatore che si è svolto recentemente a Formello, poiché tra Maurizio Sarri e la dirigenza non sembra esserci più alcuno spazio per la mediazione. Il tecnico toscano sembra aver ormai smarrito la speranza di poter incidere sulle scelte societarie, rassegnandosi a un ruolo di puro dipendente che esegue gli ordini del presidente. Le parole del Comandante sono state inequivocabili nel descrivere lo stato delle cose: «non c’è nulla di diverso sotto il cielo laziale rispetto a due anni e mezzo fa», sottolineando in più come le promesse di giugno su un suo coinvolgimento nel mercato siano rimaste solo discorsi vani davanti alle esigenze economiche del club. Sarri ha voluto rimarcare la propria distanza dalle decisioni operative: «Il presidente è stato chiaro, lui è il proprietario, io mi sono tirato fuori. Vediamo chi arriva, speriamo bene».
Sullo sfondo di questa crisi tecnica e relazionale pesa il nodo contrattuale, con 12 milioni lordi di stipendio residui che fungono da collante per un rapporto ormai logoro. Sarri, nonostante le frizioni, non sembra intenzionato a rassegnare le dimissioni prima della fine della stagione, mentre Lotito, forte di un bilancio risanato dalle plusvalenze, starebbe già valutando scenari alternativi, lasciando trapelare che «la rosa è valida per altri allenatori». Nel frattempo, lo spogliatoio è in subbuglio e la squadra appare svuotata sia fisicamente che mentalmente. La difesa, che era stata il punto di forza nella prima parte della stagione, è diventata un colabrodo, incassando 7 gol in sole 4 partite dall’inizio del 2026.
Il mercato di gennaio sta peggiorando ulteriormente il clima. Sarri, a cui era stato prospettato un rafforzamento della squadra nei mesi scorsi, al contrario ora si trova a dover gestire uno smantellamento della rosa che colpisce anche elementi come Mandas, corteggiato dal Bournemouth, e Belahyane. La prossima sfida contro il Lecce si preannuncia dunque carica di tensioni, con un’emergenza a centrocampo aggravata dalla squalifica di Cataldi e dalle condizioni precarie di Rovella, mentre l’aria a Formello si fa ogni giorno più irrespirabile tra promesse non mantenute e l’ombra di un addio che sembra ormai solo questione di tempo. La tifoseria è amareggiata, ma anche rassegnata ad un’annata di totale anonimato. Resta solo una piccola speranza di poter continuare il cammino per contendere la Coppa Italia, mentre per quanto riguarda il campionato, le posizioni europee assomigliano oramai ad un miraggio, tanto paiono irraggiungibili.
M.M.