
Stangata dal Viminale: stop alle trasferte per i tifosi di Roma e Fiorentina
La decisione del Ministero dell’Interno è arrivata come una scure sulle tifoserie di Roma e Fiorentina: la disposizione è di uno stop totale alle trasferte per entrambe fino alla conclusione della stagione agonistica in corso. Questo provvedimento drastico nasce come conseguenza diretta dei gravissimi episodi di violenza verificatisi lungo l’autostrada A1, dove circa 200 persone, equipaggiate con spranghe, bastoni e caschi, hanno trasformato un tratto viario in un vero e proprio campo di battaglia. La guerriglia ha messo in serio pericolo non solo l’incolumità dei partecipanti, ma anche quella dei normali viaggiatori che si sono ritrovati nel mezzo di tafferugli con auto che transitavano ad alta velocità. Un ulteriore elemento di tensione è stato rappresentato dal furto di un vessillo appartenente alla Curva Sud giallorossa, con le immagini della bandiera esposta al contrario che hanno rapidamente fatto il giro del web alimentando ulteriormente il clima di ostilità tra i gruppi ultras.
Il calendario delle restrizioni è particolarmente pesante per i sostenitori romanisti, ai quali è stata preclusa la partecipazione alle gare esterne contro Udinese, Napoli, Genoa, Como, Inter a Milano, Bologna, Parma e Verona. Non meno severo è il trattamento riservato ai sostenitori viola, che non potranno acquistare tagliandi per i settori ospiti nelle trasferte di Napoli, Como, Udine, Cremona, Verona, Lecce, Roma e Torino. Per la Fiorentina, inoltre, il divieto si estende alle fasi finali della Coppa Italia, includendo una potenziale e delicata trasferta in terra campana in caso di avanzamento nel torneo. Le motivazioni del Ministero affondano le radici anche in una serie di precedenti preoccupanti, sia a livello nazionale che internazionale. Viene infatti ricordato il coinvolgimento degli ultras giallorossi nei disordini di Nizza, che portarono a oltre cento arresti, e la condotta dei tifosi viola a Siviglia in occasione della semifinale di Conference League contro il Betis, quando la città spagnola fu messa a ferro e fuoco.
Sulla vicenda è intervenuto con fermezza anche Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A, il quale ha espresso parole di ferma condanna: «Quello che è successo in autostrada è molto grave. Il calcio italiano non si può permettere di mischiare lo sport con questioni delinquenziali e con scontri che mettono a repentaglio la salute non solo di chi partecipa, ma anche di chi deve intervenire per sedarli». Il provvedimento attuale appare ancora più rigido rispetto a quello adottato nel 2023 per scontri analoghi tra romanisti e napoletani, quando la chiusura dei settori ospiti durò solamente 2 mesi. La reiterazione di certi comportamenti ha spinto le autorità a optare per la sanzione massima, seguendo una linea di rigore già vista recentemente per le tifoserie di Pisa, Verona e Genoa, sebbene con durate temporali inferiori.
Mentre il cammino in campionato della squadra di Paulo Dybala e compagni dovrà proseguire senza il calore del pubblico fuori dalle mura amiche, resta ancora aperto, seppur con riserve, il fronte europeo. I tifosi romanisti potranno infatti seguire la squadra nella sfida contro il Panathinaikos prevista per il 29 dicembre, per la quale i biglietti sono già stati venduti. Tuttavia, la situazione rimane estremamente delicata poiché la Uefa mantiene un monitoraggio costante sul club capitolino a causa della condotta tenuta in Francia. Con una pena sospesa per un periodo di prova di due anni, qualsiasi ulteriore passo falso fuori dai confini nazionali potrebbe tradursi in una squalifica immediata, aggravando ulteriormente un quadro già fortemente compromesso dalle decisioni ministeriali interne.