
Lazio travolta in casa dal Como, la frustrazione di Sarri
E’ un Maurizio Sarri abbattuto, quello che si è presentato in conferenza stampa alla fine della pesante sconfitta interna col Como. Uno 0 a 3 senz’appello, che ha restituito l’immagine di una squadra gravemente indebolita dalle prime mosse di mercato e lontana anni luce dal valore espresso dai lariani guidati ottimamente da Fabregas e ricchi di giovani di talento (su tutti un favoloso Nico Paz). Ed è comprensibile la frustrazione del tecnico biancoceleste, che a inizio stagione ha subito la doccia fredda del mercato bloccato e che, dopo aver atteso speranzoso l’avvio della finestra di gennaio per rinforzare la squadra, ha dovuto ingoiare la delusione di un ulteriore indebolimento della rosa, privata di due elementi di spicco come il Taty Castellanos e, soprattutto, Guendouzi, non adeguatamente rimpiazzati. Il risultato si è visto ieri sera, contro un Como che in questa fase della stagione è una delle squadre più ostiche da affrontare, soprattutto per un cantiere aperto come quello della Lazio: “Prendere gol dopo due minuti contro una squadra come il Como rende la gara dura. Nel primo tempo non abbiamo fatto nemmeno male, ma sono entrati tre volte in area prendendo due gol e un rigore a difesa schierata – ha spiegato Sarri – Sul 2-0 abbiamo avuto un’occasione per riaprire la partita, poi preso con il terzo gol la partita è finita. Nel primo tempo non ho visto una Lazio così disastrosa, dopo è finita. Loro hanno grande facilità nel tenere palla e diventa tutto più difficile. Il differenziale tecnico c’era, ma potevamo mascherarlo molto meglio: fa male, è una sconfitta che dà frustrazione. Ci sono stati episodi che hanno indirizzati la gara e non siamo stati bravi a rimetterla in linea. Bisogna azzerare e ripartire, inutile star qui a piangere su questa partita“. Certamente una sconfitta casalinga così pesante, senza aver visto mai la squadra in grado di competere nell’arco dei 90 minuti, non ha fatto che deprimere ulteriormente l’ambiente, già innervosito dalle mosse di mercato giudicate insufficienti: “Dovremmo essere bravi ad andare oltre tutto, sennò si creano sempre alibi. L’arbitraggio, l’ambiente e il mercato sono situazioni che ci sono, ma noi dobbiamo volarci sopra. Roma è un ambiente in cui si parla di più di mercato, sembra che i nostri giocatori siano sempre sul mercato, ma noi dobbiamo diventare più bravi a gestire meglio le situazioni”. ha aggiunto il tecnico, che poi è stato sollecitato sulla questione calciomercato. “Non c’è niente di nuovo, il presidente è il proprietario e se dice che il mercato lo fa lui, stop. Ho le spalle larghe, non si può pensare che questo ci faccia perdere le partite. Il mercato è un mix tra esigenze tecniche ed economiche. Il presidente è stato chiaro, io mi sono tirato fuori e basta: l’importante è che non mi si tiri dentro nelle scelte, che arriva un giocatore e si dice che l’ha voluto Sarri. Il presidente può fare ciò che vuole. Arriviamo a fine stagione e poi facciamo delle valutazioni“, ha concluso Sarri, che infine ha sgombrato il campo da ogni speranza “europea”. “E’ un obiettivo pluriennale: abbiamo detto tutti che per quest’anno era un miraggio“. Resta da capire se l’obiettivo pluriennale verrà perseguito da Sarri o da un altro tecnico sulla panchina laziale, perchè al momento le quotazioni sulla permanenza del Comandante anche la prossima stagione sono in netta caduta.
M.M.