
Il viaggio di Meloni a Tokyo porta una grande intesa commerciale
L’incontro avvenuto a Tokyo tra la presidente del consiglio italiana Giorgia Meloni e il primo ministro giapponese Sanae Takaichi ha segnato un momento di profonda convergenza tra due nazioni che, pur separate da migliaia di chilometri, si scoprono sempre più vicine nelle visioni politiche e strategiche. Le due leader, descritte come due personalità capaci di rompere il soffitto di cristallo nei rispettivi Paesi, hanno mostrato una sintonia che va oltre il protocollo diplomatico. Meloni ha definito il rapporto con la collega giapponese come quello tra due alleate «destinate a diventare grandi amiche», sottolineando la volontà di rinsaldare un’intesa economica e politica che affonda le sue radici in oltre un secolo e mezzo di storia condivisa.
L’accoglienza nella capitale nipponica è stata calorosa, con le strade che portano a Kantei, la residenza ufficiale della presidenza, decorate dalle bandiere italiana e giapponese in occasione dei 160 anni di relazioni bilaterali. Il clima quasi primaverile ha fatto da cornice anche ai festeggiamenti per il 49° compleanno della premier italiana, omaggiata dai sostenitori locali con cartelli augurali. All’interno della residenza, caratterizzata da un raffinato accostamento di legno di cedro e marmi pregiati, è stata siglata una dichiarazione congiunta mirata a rafforzare il partenariato strategico tra Roma e Tokyo. Meloni ha evidenziato come questo accordo rappresenti «un salto di qualità per le nostre relazioni», ponendo l’accento sull’obiettivo di attrarre investimenti esteri per 80 miliardi di euro nei prossimi tre anni.
I dossier sul tavolo spaziano dalla tecnologia alla difesa, toccando settori cruciali come l’intelligenza artificiale, la robotica, l’energia e la gestione dei minerali critici. La cooperazione si inserisce in un contesto internazionale particolarmente complesso, dove, come ha rimarcato la premier italiana, «l’instabilità da eccezione sta diventando sistema». Il documento in 16 punti firmato dalle due leader riflette questa preoccupazione, affrontando le crisi che minacciano la stabilità globale, dalla situazione nell’Indo-Pacifico al conflitto in Ucraina, fino alla condanna dei programmi nucleari della Corea del Nord. In tal senso, Meloni e Takaichi hanno messo nero su bianco «l’impegno a proteggere l’ordine internazionale basato sulle regole del diritto internazionale», un messaggio rivolto implicitamente alle grandi potenze che sfidano gli attuali equilibri mondiali.
Un passaggio significativo della dichiarazione esprime la forte inquietudine per le distorsioni del mercato globale. I due presidenti si sono dichiarate «preoccupate fortemente per tutte le forme di coercizione nei commerci o di uso di pratiche e politiche non libere e per tutte quelle forme di restrizioni commerciali che possono distruggere le catene di valore e provocare distorsioni di mercato». Sebbene alcuni osservatori abbiano letto in queste parole un riferimento alle politiche protezionistiche americane, da Palazzo Chigi è giunta la smentita, orientando piuttosto l’attenzione verso le pratiche commerciali di Pechino. Restano però da sciogliere alcuni nodi commerciali bilaterali, come le restrizioni fitosanitarie che ancora bloccano l’esportazione del prosciutto italiano in Giappone a causa della peste suina.
L’intesa tra le due leader si è manifestata anche attraverso simboli e concetti culturali. Takaichi ha omaggiato Meloni con la mascotte di Green Expo 2027, mentre la premier italiana ha voluto richiamare il termine giapponese «Ganbaru, che non vuol dire solo fare del proprio meglio, significa fare più del proprio meglio, ambire a superare sempre i limiti, non accontentarsi mai di dove si è arrivati». Questo spirito di resilienza e ambizione sembra aver sigillato un incontro che si è concluso con un tocco di modernità: un selfie pubblicato sui social che ritrae le due donne in versione classica e in stile manga, un omaggio alla cultura pop del Paese ospitante che suggella un asse politico sempre più solido.