
Governo, più sicurezza nelle stazioni e decreto anti-maranza
Il presidio delle stazioni ferroviarie, delle metropolitane e delle aree più sensibili delle grandi città italiane torna prepotentemente al centro dell’agenda politica nazionale. Il governo ha infatti deciso di procedere con il rifinanziamento dell’operazione Strade Sicure, un dispositivo che attualmente vede l’impiego di circa 6800 militari con l’obiettivo di prevenire episodi di violenza, scippi e aggressioni. L’annuncio ufficiale è giunto dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, il quale ha utilizzato i canali social per chiarire la propria posizione e le richieste avanzate in sede parlamentare. Il ministro ha specificato di aver sollecitato la conferma dei fondi per la missione nella sua attuale struttura, sottolineando però la volontà di potenziare parallelamente il corpo dei Carabinieri: «Ho chiesto il rifinanziamento di Strade Sicure nell’attuale configurazione, nell’ambito del quale chiederò anche di implementare il numero dei Carabinieri».
Questa presa di posizione si inserisce in un dibattito più ampio riguardante l’efficacia e la sostenibilità dell’impiego dell’Esercito per compiti di ordine pubblico. Se da un lato il Ministero della Difesa solleva interrogativi sull’opportunità di sottrarre personale qualificato alle missioni internazionali per destinarlo al controllo del territorio, dall’altro la Lega preme per un rafforzamento della presenza militare visibile. Matteo Salvini ha prontamente rilanciato la sfida, auspicando non solo il mantenimento dei contingenti attuali, ma un loro significativo incremento. Per il leader leghista, infatti, l’obiettivo primario rimane quello di «confermare le attuali divise» e, se possibile, «aggiungerne altre». La logica sottesa a questa visione è che la percezione di sicurezza dei cittadini passi necessariamente attraverso una maggiore presenza di uomini armati nei luoghi di transito, convinto che «sicuramente non è il momento per toglierli dalle strade e dalle stazioni, anzi, ce n’è bisogno di ancora di più».
Oltre al numero dei militari, l’esecutivo sta lavorando a un pacchetto di norme più stringenti, identificate mediaticamente come decreto anti-maranza. Si tratta di un provvedimento mirato a contrastare il fenomeno delle baby gang e l’uso diffuso di armi bianche tra i giovanissimi. Le anticipazioni parlano di un intervento deciso che prevede il «divieto di porto di coltelli e di vendita di armi da taglio ai minori con sanzioni pecuniarie certe». Accanto a queste restrizioni, il governo intende introdurre nuove forme di garanzia per gli operatori della pubblica sicurezza, prevedendo una «tutela processuale per le forze di polizia con estensione della legittima difesa, per evitare l’iscrizione automatica nel registro degli indagati».
Il più recente episodio di aggressione a Termini ha segnato un punto di non ritorno e ha provocato la decisa reazione delle istituzioni, per evitare che certe aree delle nostre metropoli, da Roma a Torino e Milano, si trasformino in zone franche dove regnano degrado e illegalità.