
Turbolenze nella Lazio: è scontro Sarri-Lotito sul mercato
Il clima a Formello in questo gennaio 2026 si fa improvvisamente rovente, quasi paradossale, in una sessione di calciomercato che sembra aver travolto ogni precedente certezza tattica e societaria. Maurizio Sarri sta provando a cambiare la pelle della sua Lazio, ma lo fa con una insofferenza che fatica ormai a restare confinata dentro le mura dello spogliatoio. Il tecnico toscano non usa giri di parole per descrivere un malessere che affonda le radici in una programmazione percepita come frammentaria, dichiarando apertamente di sentirsi in una sorta di eterno ricominciare che logora le ambizioni della squadra. Secondo l’allenatore, infatti, la situazione attuale lo ha spinto a compiere passi mai azzardati prima nel corso della sua lunga militanza in panchina, come confermato dalle sue stesse parole: «Sono stato costretto a lanciare subito i nuovi come non mi era mai successo in carriera, nemmeno nei dilettanti, ma ciò che più mi sconcerta è che qui sembra sempre l’anno zero». Questa ennesima rivoluzione, avvenuta a soli dodici mesi dalla precedente, ha riacceso le scintille nel rapporto mai del tutto lineare con il presidente Claudio Lotito.
Il Comandante, che già durante l’estate aveva manifestato i primi segni di disappunto per essersi trovato a fare i conti con il blocco del mercato estivo, sembra ora trovarsi davanti a una realtà ben diversa da quella che gli era stata prospettata per la sessione invernale. Le promesse di avere un peso specifico maggiore sulle operazioni di mercato sembrano essersi scontrate con la ritrovata forza decisionale del direttore sportivo Fabiani, rinvigorito da una gestione finanziaria che ha portato nelle casse biancocelesti circa settantasei milioni di euro di plusvalenze grazie alle cessioni eccellenti di Tchaouna, Guendouzi e Castellanos. Mentre Sarri invocava da mesi profili pronti e già testati nel campionato italiano, come ad esempio Raspadori o Loftus-Cheek, la società ha preferito proseguire sulla strada dello scouting internazionale, puntando su scommesse estere spesso sconosciute al tecnico. La posizione del club è stata ribadita con fermezza dal patron biancoceleste, il quale ha sottolineato come i ruoli siano ben definiti all’interno dell’organigramma: «La società decide chi comprare, l’allenatore deve indicare le caratteristiche di cui ha bisogno». Una visione che ha trovato l’immediata e pungente replica del tecnico, il quale ha ammesso di non conoscere a fondo alcuni dei nuovi innesti, arrivando a dire che «Taylor lo conosco parzialmente, Ratkov no. In certi ruoli le caratteristiche non si avvicinano proprio».
Nonostante un contratto triennale che dovrebbe garantire stabilità al progetto tecnico, il futuro di Sarri appare oggi legato a doppio filo agli sviluppi di questa turbolenta finestra di gennaio. La società non nasconde una certa irritazione per le continue esternazioni pubbliche dell’allenatore, specialmente in una stagione complessa e sfortunata dove non sono state esercitate pressioni ufficiali per il raggiungimento dell’Europa. Tuttavia, l’ambizione del tecnico lo spinge a pretendere garanzie tecniche immediate per compiere quel salto di qualità necessario a rendere la rosa competitiva ai massimi livelli della Serie A. La sua strategia per i prossimi mesi è limpida e dichiarata: «Io li ho chiari in testa, gli obiettivi. Costruire una squadra che, con un paio di innesti, possa diventare di livello superiore a quello di adesso». Il problema principale resta però la difficoltà nel reperire un sostituto adeguato per Guendouzi, con i profili preferiti che sembrano guardare con più interesse verso la Premier League o che presentano costi di cartellino attualmente fuori portata per i parametri fissati da Lotito.
Nel frattempo, la dirigenza lavora febbrilmente sul fronte delle uscite per tentare di finanziare ulteriori nuovi innesti last minute, come il possibile approdo di Pedraza dal Villarreal che rimane però subordinato alla partenza di Tavares verso la Turchia. Anche i giovani Belahyane e Cancellieri sono al centro di trattative che potrebbero portare ossigeno alle finanze laziali, con richieste che si aggirano complessivamente sui venticinque milioni di euro. Restano però aperti i nodi legati ai rinnovi contrattuali di pilastri difensivi come Romagnoli e Gila, entrambi con accordi in scadenza nel 2027 e attualmente al centro di complessi intrecci con club esteri. Sarri ha promesso di onorare il suo impegno con la piazza fino al termine della stagione, sottolineando di volerlo fare «per amore di un popolo», ma ha chiesto esplicitamente alla società di non indebolire ulteriormente il reparto arretrato. La tensione tra la visione manageriale di Fabiani e le necessità tattiche del campo rimane dunque l’ago della bilancia per una Lazio che cerca faticosamente la propria identità tra l’esigenza di far quadrare i conti e il desiderio di tornare a vincere.