
Sicurezza nei locali: la stretta del governo dopo il caso Crans-Montana
La tragedia di Capodanno a Crans-Montana non resterà un dramma senza conseguenze normative per il nostro Paese. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha delineato in conferenza stampa una strategia basata su due binari paralleli: la ricerca di una giustizia definita «implacabile» per le famiglie delle vittime e un immediato inasprimento delle regole sulla sicurezza nei luoghi di intrattenimento al chiuso. L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare il dolore in un insegnamento concreto, evitando che simili catastrofi possano ripetersi sul territorio nazionale a causa di leggerezze evitabili.
La proposta principale dell’esecutivo riguarda il divieto assoluto di utilizzare le cosiddette candele scintillanti o fontane pirotecniche all’interno dei locali chiusi. Questi strumenti, spesso inseriti nelle bottiglie per festeggiare ricorrenze, sono stati identificati come il probabile innesco del rogo in Svizzera. La premier ha espresso la chiara intenzione di «vietare nei locali al chiuso l’uso delle candele scintillanti inserite nelle bottiglie che vengono usate per festeggiare», sottolineando la volontà di condividere questa iniziativa con le opposizioni per giungere a una norma il più possibile trasversale e condivisa.
In attesa di una legge nazionale, il comune di Olbia ha già fatto da apripista con un’ordinanza ad hoc firmata dal sindaco Settimo Nizzi. Il provvedimento bandisce tali dispositivi dai locali pubblici, evidenziando come il rischio sia elevatissimo soprattutto nelle strutture meno moderne. Anche la Silb-Fipe, l’associazione che riunisce le imprese di intrattenimento, ha invitato i propri iscritti a preferire alternative sicure, come le luci a LED, in attesa di una classificazione normativa certa da parte del dipartimento dei Vigili del Fuoco che chiarisca l’attuale vuoto normativo sull’uso di questi articoli pirotecnici.
Il governo intende intervenire con forza anche sulla piaga dei locali abusivi e sulla semplificazione della burocrazia legata alla sicurezza. Secondo gli esperti del settore, in una discoteca regolarmente autorizzata e vagliata dalle commissioni di vigilanza, i materiali ignifughi e i sistemi di estinzione avrebbero impedito la propagazione fulminea delle fiamme vista nel bar Le Constellation. La strategia di Palazzo Chigi prevede dunque un inasprimento delle sanzioni, che potrebbe includere il ritiro immediato della licenza per chi viola le regole antincendio, unitamente a controlli più capillari per evitare il fenomeno del subappalto irregolare dei locali a soggetti privati.
Sul piano legale e umano, la premier ha promesso massima assistenza alle famiglie dei sei ragazzi italiani deceduti, che saranno ricevute nei prossimi giorni a Palazzo Chigi dal sottosegretario Alfredo Mantovano e dall’Avvocato generale dello Stato. L’incontro servirà a coordinare le azioni legali tra l’ordinamento italiano e quello elvetico, analizzando i profili di responsabilità emersi dalle prime indagini. Meloni si è mostrata particolarmente ferma nel commentare le indiscrezioni sulla condotta dei responsabili del locale: «Leggo che esisterebbero video della responsabile ripresa mentre scappa con la cassa: se questo è vero penso che bisognerà essere implacabili». L’Avvocatura dello Stato resterà in costante contatto con la Procura di Roma e con quella di Sion per assicurare che la ricerca della verità proceda senza soste.