
Orrore a Villa Pamphili, ritrovati i cadaveri di una donna e un neonato

Un pomeriggio di terrore e sgomento si è consumato ieri nel cuore di Villa Pamphili, il parco più grande di Roma. A distanza di poche ore e circa 200 metri l’uno dall’altro, sono stati ritrovati due corpi: prima quello di una bambina di pochi mesi, nuda e abbandonata tra le sterpaglie, poi quello di una donna adulta in avanzato stato di decomposizione, chiuso in un sacco nero e seminascosto in un cespuglio. Al momento non è stato ancora stabilito un collegamento certo tra le due vittime, anche se l’ipotesi che si tratti di madre e figlia è considerata plausibile. “La situazione è molto complicata”, ha commentato il pm Antonio Verdi, sottolineando la delicatezza delle indagini avviate dalla Squadra Mobile e dallo Sco.
Il primo allarme è scattato intorno alle 17, quando alcuni frequentatori del parco hanno notato il corpicino della piccola, disteso a terra con evidenti ecchimosi e la pelle candida. Due ore dopo, un secondo ritrovamento ha fatto precipitare la situazione nell’orrore: un cadavere in decomposizione, con solo un braccio e una gamba visibili fuori da un sacco. Il corpo, ormai irriconoscibile, era già in stato avanzato di deterioramento, a differenza di quello della neonata, il che fa ipotizzare tempi diversi per l’abbandono. Gli inquirenti stanno analizzando DNA e dati autoptici, passando al setaccio ospedali, denunce di scomparsa e le telecamere attive tra i quartieri Monteverde e Aurelio, nella speranza di ricostruire i movimenti delle ultime ore delle vittime.
L’unico elemento potenzialmente rilevante è la testimonianza di Patrizia, una donna di 69 anni che si trovava al parco con la figlia e i cani: “Intorno alle 18.40 abbiamo notato una signora in stato confusionale camminare sul ponte. Indossava un abito lungo, aveva la pelle chiara e i capelli castano chiaro. Sembrava disorientata e si teneva la testa tra le mani”. Che sia coinvolta nella vicenda non è chiaro, ma è l’unico movimento sospetto registrato. Villa Pamphili, chiusa di notte e frequentatissima di giorno, rende difficile immaginare che qualcuno possa aver trasportato un corpo fin dentro i cespugli senza essere notato. Le forze dell’ordine, intanto, cercano risposte: perché coprire la donna e non la bambina? Il caso potrebbe celare una storia familiare tragica, un femminicidio, o un gesto disperato legato a un contesto di abbandono o violenza. Un fatto sembra chiaro: si tratta di omicidi e la neonata presenta segni compatibili con traumi, di cui si deve ancora specificare la natura.
Le incognite sono ancora troppe. Solo gli esami medico-legali potranno stabilire tempi e modalità delle morti e, forse, fornire le prime risposte a una vicenda che ha sconvolto la Capitale. La polizia scientifica, armata di tute bianche, fotocamere e strumenti per i rilievi, ha lavorato fino al tramonto tra gli sguardi attoniti dei romani che ogni giorno affollano il parco. L’obiettivo è trovare qualunque traccia utile, tra cui impronte, reperti biologici o immagini video. Una verità ancora lontana, ma necessaria per dare giustizia a due vittime innocenti, abbandonate nel verde di Roma in uno dei casi più inquietanti degli ultimi anni.