
Violenza a Roma Termini: dopo le rapine ai turisti arrivano i parà
L’area che circonda la stazione Termini è tornata a essere l’epicentro di una preoccupante ondata di criminalità che ha visto consumarsi ben quattro aggressioni violente nell’arco di appena due settimane. Dopo i gravi episodi che nelle scorse ore avevano coinvolto un funzionario del ministero e un rider, la scia di violenza ha colpito duramente un turista tedesco e una giovane lavoratrice russa, entrambi rimasti vittime di imboscate brutali tese da bande che agiscono approfittando dell’oscurità e della vulnerabilità dei passanti. Questi eventi hanno generato un clima di forte insicurezza collettiva, spingendo le istituzioni e le forze dell’ordine a innalzare drasticamente il livello di allerta, schierando reparti d’élite come i carabinieri del primo Reggimento Paracadutisti Tuscania e i Baschi Verdi della Guardia di Finanza per presidiare lo scalo e le zone limitrofe.
Alina, una ventisettenne che si è trasferita nella capitale tre anni fa, rappresenta l’ultimo caso di una cronaca che sembra non concedere tregua ai residenti. La giovane, che lavora come cameriera in un locale poco distante dai binari, è stata assalita mentre rientrava a piedi lunedì sera, a pochi metri dal portone di casa. Nel descrivere il traumatico accaduto, ha ricordato il momento in cui ha incrociato i suoi aggressori in piazza Fanti: «Ero in piazza Fanti, a pochi metri da casa. Camminavo tranquilla quando vedo due africani fermi in mezzo alla strada, come se stessero aspettando qualcuno. Non mi stupisco perché qui ce ne sono tanti». Quella che sembrava una presenza ordinaria si è trasformata in un incubo quando uno dei due le ha sbarrato il cammino e «senza dire una parola si avvinghia alla borsa». La resistenza della donna è stata spezzata dall’intervento violento del complice che, come lei stessa racconta con amarezza, «mi tira un pugno in faccia e mi stende a terra». Dopo essere stata derubata del denaro, la ragazza è tornata a casa ferita, decidendo di non uscire più senza protezioni: «Ora esco sempre con lo spray al peperoncino perché, tornando a casa tardi, ho paura che possa accadermi di nuovo».
Pochi giorni prima, precisamente la notte dell’otto gennaio 2026, una sorte analoga era toccata a Niels Wegers, un turista tedesco di trentadue anni sorpreso in via Giolitti mentre cercava un taxi. L’uomo è stato circondato da un gruppo numeroso e letteralmente spogliato dei suoi indumenti e dei suoi averi. A soccorrerlo è stato Aristotile Iosco, un residente attirato dalle grida: «Ho sentito gridare e ho pensato alla solita lite tra balordi come succede tutte le sere. Ma quando mi sono affacciato alla finestra ho visto questo povero ragazzo seminudo, mentre un gruppo di cinque persone scappava con le sue cose». Il giovane turista, rimasto solo con scarpe e pantaloni, ha fornito una testimonianza agghiacciante sulla dinamica dell’agguato: «Erano le tre di notte quando un africano si è avvicinato a me per chiedermi indicazioni. Subito dopo, altri quattro suoi connazionali mi hanno assalito alle spalle buttandomi a terra». Nonostante lo shock, Niels è riuscito a denunciare il fatto prima di ripartire, augurandosi che «l’opinione pubblica venga informata della situazione nella zona intorno alla stazione».
Questa escalation ha innescato la mobilitazione dei comitati di quartiere, con Carmen Trimarchi di Rinascita Esquilino che ha organizzato un sit-in di protesta in piazza Vittorio per chiedere interventi strutturali. Secondo la rappresentante dei residenti, la situazione attuale rappresenta «un brutto biglietto da visita. L’ennesimo offerto ai tanti turisti che transitano a Termini: il cuore pulsante di Roma, la cartolina d’ingresso della città». I cittadini accolgono con favore i recenti blitz interforze, ma chiedono che il presidio dei reparti speciali non sia sporadico. Le operazioni coordinate dal Prefetto Lamberto Giannini hanno già portato a risultati tangibili, con l’identificazione di cinquecento persone, quattro arresti e sei denunce solo nell’ultima operazione a Termini, mentre il Tuscania setacciava gli scali di Ostiense e Tiburtina. Tuttavia, residenti come Iosco ribadiscono con forza che «bene i blitz, che hanno sicuramente avuto dei riscontri positivi. Ma non devono essere sporadici: devono farli costantemente», auspicando che la presenza dello Stato diventi un deterrente permanente contro il degrado e la violenza.
M.M.