
Vannacci lascia la Lega: nasce Futuro Nazionale tra le polemiche
Il panorama politico italiano registra un terremoto interno al centrodestra con l’annuncio ufficiale di Roberto Vannacci che decide di interrompere il suo percorso all’interno della Lega. Dopo aver ottenuto un successo travolgente alle elezioni europee con oltre 500mila preferenze, l’ex generale ha scelto di intraprendere una strada autonoma, lontano da quelle che definisce logiche di apparato. La rottura è stata sancita da un colloquio definito franco con il leader leghista, portando alla luce un progetto che covava da tempo sotto la cenere delle polemiche interne al partito di via Bellerio. Vannacci ha chiarito subito le sue intenzioni, dichiarando che intende proseguire il suo cammino senza condizionamenti esterni.
Il nuovo contenitore politico dell’ex paracadutista si chiama Futuro Nazionale e si presenta con un simbolo che richiama esplicitamente l’immaginario della destra tradizionale, puntando a intercettare non solo i delusi dei partiti attuali, ma anche quella vasta fetta di elettorato che ha abbandonato le urne. L’ambizione dichiarata è quella di rappresentare l’unica vera destra in un Paese che l’ex generale descrive come una polveriera pronta a esplodere. Nelle sue intenzioni c’è la ferma volontà di agire in totale indipendenza, come confermato dal suo annuncio: «Amo la mia Patria e voglio continuare a combattere per lei stando lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci». L’obiettivo dichiarato dai suoi collaboratori è quello di arrivare alle prossime elezioni politiche con una forza elettorale capace di condizionare le scelte della coalizione di governo.
La reazione di Matteo Salvini non si è fatta attendere, manifestando un’amarezza che sconfina nel risentimento personale per quello che viene percepito come un tradimento della fiducia accordata. Il segretario della Lega, che aveva scommesso con forza sulla figura di Vannacci fino a nominarlo vicesegretario, ha utilizzato toni durissimi durante il consiglio federale, paragonando la parabola dell’ex generale a quella di passate scissioni finite nel dimenticatoio politico. Per il vicepremier, la scelta del suo ormai ex vice è dettata da una ricerca di posizionamento personale che ignora il valore della parola data. Salvini ha espresso tutto il suo disappunto: «Per qualcuno la poltrona vale più della lealtà, dell’onore, della parola data».
Mentre ai vertici della Lega si respira un misto di rabbia e sollievo, specialmente tra i governatori del Nord che avevano sempre guardato con diffidenza all’ascesa di Vannacci, resta da capire quanti parlamentari decideranno di seguire l’ex generale in questa nuova avventura. I nomi di alcuni possibili transfughi iniziano a circolare nei palazzi della politica, ma la dirigenza leghista ostenta sicurezza, convinta che l’operazione di Vannacci sia destinata all’isolamento. Nonostante la durezza dello scontro, l’ex generale sembra intenzionato a non guardarsi indietro, forte della convinzione di poter cambiare profondamente il Paese. La sfida è lanciata verso il futuro, con la consapevolezza di aver rotto gli indugi: «Il mio impegno è quello di cambiare l’Italia», ha ribadito l’autore del Mondo al contrario, dando il via a una nuova e incerta stagione della sua vita pubblica.