
Termini: arrivano i reparti speciali dopo le violenze nell’area dello scalo
La gestione della sicurezza nell’area della Stazione Termini si appresta a vivere una fase di profondo cambiamento e potenziamento. In seguito alla duplice aggressione avvenuta sabato scorso, il Comitato per l’Ordine e la sicurezza ha delineato una strategia che prevede l’impiego di reparti specializzati all’interno e nei dintorni dello scalo ferroviario più grande d’Italia. L’idea centrale discussa durante l’ultima riunione in Prefettura è quella di mettere in campo unità operative con compiti speciali, tra cui i baschi verdi della Guardia di Finanza, il 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania e il Reparto Mobile della Polizia. Queste forze si affiancheranno ai militari dell’Esercito Italiano e agli agenti già presenti quotidianamente per sorvegliare un’area dove transitano ogni giorno circa mezzo milione di persone, tra turisti, pendolari e residenti.
L’obiettivo dichiarato è quello di prevenire e reprimere i reati che colpiscono i passanti, garantendo una maggiore protezione in un quadrante urbano spesso teatro di episodi violenti. Il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, ha sottolineato che, nonostante i recenti fatti di cronaca, la risposta istituzionale è stata immediata. Al termine della riunione a Palazzo Valentini, Giannini ha infatti dichiarato che «la risposta delle forze dell’ordine è stata pronta e sono state già fermate sei persone», precisando inoltre che questi tragici eventi si sono verificati in un contesto dove si registra un «sensibile calo dei reati e in cui si sono fatti dei progressi importanti». Tuttavia, la percezione di insicurezza rimane alta, e per questo motivo il prefetto ha ribadito che «si sta già lavorando attraverso dei servizi mirati con uno sforzo ulteriore per incrementare la legalità e la percezione di sicurezza».
Le indagini sulle due aggressioni procedono su binari distinti ma paralleli. La prima inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Saverio Francesco Musolino, riguarda la violenta rapina subita da un rider tunisino di 23 anni in via Manin. Il giovane, nel tentativo di recuperare la propria bicicletta rubata, è stato accerchiato da un branco di circa venti persone e stordito con dello spray al peperoncino. Grazie a un video girato da un amico della vittima e all’analisi del segnale Gps del mezzo, le forze dell’ordine hanno già fermato due giovani connazionali della vittima. Gli investigatori sospettano che dietro questo episodio si celi una banda organizzata che utilizza la stazione come base operativa per compiere raid in diverse zone della città.
La seconda inchiesta riguarda invece il tentato omicidio di un funzionario del Mimit di 57 anni, attualmente ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Umberto I. In questo caso, la magistrata Nadia Plastina coordina le attività che hanno portato al fermo di quattro persone. Gli ultimi due sospettati sono stati rintracciati grazie alle telecamere di sorveglianza dopo aver commesso un ulteriore furto in via Ostiense. Si tratta di due giovani tunisini, uno dei quali irregolare e l’altro con numerosi precedenti penali. Un dettaglio inquietante emerso dalle indagini è che i due indossavano ancora gli stessi abiti ripresi dai filmati del pestaggio avvenuto in via Giolitti. Resta ancora da chiarire il movente di questa aggressione, poiché alla vittima non è stato sottratto nulla, né il portafoglio né il telefono. Gli inquirenti stanno ora lavorando per determinare se esista un legame tra i due gruppi criminali, considerando la vicinanza temporale e geografica dei due assalti.
M.M.