
Smart working nella Pubblica Amministrazione, a REMAKING si parla del futuro: “Così si può migliorare lavoro e servizi”
Regole condivise, dirigenti adeguatamente formati e attenzione ai risultati: sono alcuni dei punti centrali emersi dal progetto europeo REMAKING, presentato durante un workshop al Politecnico di Milano il 20 ottobre. La ricerca propone 19 raccomandazioni per gestire il lavoro a distanza, tutelando il benessere dei dipendenti e limitando le disparità.
Le indicazioni, elaborate attraverso oltre 450 interviste, si rivolgono a istituzioni e organizzazioni e non costituiscono norme già in vigore. Per la PA, viene sottolineata la necessità di accordi trasparenti sull’accesso allo smart working, criteri condivisi e motivazioni scritte in caso di rifiuto, con possibilità di ricorso. Fondamentale anche preparare i responsabili a coordinare i gruppi e valutare le prestazioni sulla base degli obiettivi.
Tra le priorità figurano il diritto alla disconnessione, orari di reperibilità definiti, postazioni adeguate e spazi di lavoro alternativi. I ricercatori chiedono inoltre limiti ai controlli digitali invasivi e verifiche su stipendi e avanzamenti professionali, per individuare eventuali penalizzazioni di chi lavora da remoto, soprattutto in relazione alle differenze di genere e agli impegni familiari.
Il lavoro ibrido può favorire i territori e ridurre gli spostamenti, ma i benefici dipendono da infrastrutture digitali, trasporti e servizi accessibili. Anche gli effetti ambientali devono essere valutati, considerando i consumi domestici e i viaggi aggiuntivi.
Marco Carlomagno, segretario generale della FLP, presente all’evento, ha evidenziato il valore di un’organizzazione del lavoro fondata su obiettivi chiari, carichi sostenibili e competenze riconosciute: “Il benessere nella pubblica amministrazione – ha dichiarato – “comincia da come si organizza il lavoro: obiettivi chiari, carichi sostenibili, riconoscimento delle competenze e dirigenti capaci di accompagnare le persone.
La prospettiva della ricerca europea REMAKING, che studia gli effetti del lavoro da remoto su persone, organizzazioni e territori, ci invita a superare la contrapposizione tra casa e ufficio: il lavoro agile non può ridursi al numero di giornate a distanza, ma deve diventare un’occasione per ripensare autonomia, collaborazione e qualità dei servizi. Non basta attrarre nuovi lavoratori: bisogna dare loro spazio e ragioni per restare. Governare queste trasformazioni con la partecipazione dei dipendenti significa migliorare insieme la qualità del lavoro e quella dei servizi ai cittadini. È così che l’innovazione diventa valore pubblico”.