
Roma, violenta aggressione in via Gela, sigilli ad un locale al Pigneto
La periferia romana torna al centro delle cronache per una violenta aggressione consumata nella notte di venerdì in via Gela, dove un ragazzo di 26 anni di origini colombiane è stato accerchiato e brutalmente picchiato da un gruppo composto da almeno 7 persone. Gli aggressori hanno tentato di colpire la vittima anche con un’arma da taglio, presumibilmente un taglierino o un coltello, lasciandola a terra ferita. Il giovane è stato soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale San Giovanni, dove i medici lo hanno medicato e successivamente dimesso con una prognosi di venti giorni. Tra le lesioni riscontrate si registrano la frattura del setto nasale e numerose ferite, localizzate soprattutto sulle braccia nel tentativo di difendersi dai fendenti.
Agli agenti di polizia intervenuti sul posto, la vittima ha raccontato di essere stata assalita da sconosciuti mai visti prima, ipotizzando una tentata rapina. Questa pista non viene tuttavia considerata prioritaria dagli investigatori che seguono il caso. Al ventiseienne non è stato infatti sottratto alcun effetto personale, dato che gli agenti hanno ritrovato sia il telefono cellulare sia il portafogli. Gli inquirenti ipotizzano invece che l’aggressione possa essere maturata nel contesto di un regolamento di conti interno a una banda di cui lo stesso aggredito faceva parte. Al momento dell’arrivo delle pattuglie, i componenti del gruppo criminale si erano già dileguati, sfruttando con ogni probabilità la vicina fermata della metropolitana per fuggire rapidamente e far perdere le proprie tracce. Per identificare i responsabili sono ora al vaglio le immagini del circuito interno della stazione sotterranea e i filmati delle telecamere di videosorveglianza stradale presenti nella zona. Il ragazzo sarà ascoltato di nuovo nei prossimi giorni, anche se difficilmente fornirà dettagli utili a causa del timore di ritorsioni.
Sempre nell’ottica della tutela del territorio e della sicurezza dei cittadini, durante il fine settimana la polizia ha eseguito un provvedimento di sospensione della licenza firmato dal questore ai danni di un esercizio pubblico situato al Pigneto. Il locale colpito dal provvedimento si trova in via Ascoli Piceno ed era da tempo sotto i riflettori a causa dei continui esposti presentati dai residenti della zona, esasperati dai frequenti episodi di disturbo della quiete pubblica e dalle risse scoppiate tra gli avventori. Secondo quanto accertato dal personale del commissariato Porta Maggiore, lo stabilimento era diventato un punto di ritrovo abituale per clienti in evidente stato di alterazione psicofisica dovuta all’abuso di sostanze alcoliche, situazione che degenerava regolarmente in urla e danneggiamenti agli arredi urbani circostanti. In alcune occasioni, gli assembramenti di giovani si erano spinti fino a intonare cori che inneggiavano al fascismo, sollevando un forte allarme sociale nel quartiere.
I sigilli sono scattati anche per via della somministrazione di bevande alcoliche oltre l’orario consentito dalla legge. Inoltre, una recente ispezione congiunta condotta dal commissariato e dagli ispettori dell’Asl territorialmente competente ha portato alla luce gravi carenze sotto il profilo igienico-sanitario, che hanno comportato una sanzione amministrativa di tremila euro. L’attenzione delle forze dell’ordine per il controllo del territorio ha infine permesso di intercettare, nelle traverse di via Cristoforo Colombo, un uomo nato a Napoli nel 1982 che viaggiava a bordo di un ciclomotore con targa falsa. L’uomo, che si aggirava con il volto travisato da un casco e da una mascherina chirurgica, è stato bloccato mentre due complici sono riusciti a scappare a piedi. Il gruppo era equipaggiato con guanti da lavoro e si spostava con l’evidente intenzione di compiere furti all’interno dei veicoli lasciati in sosta.
M.M.