
Roma: via Panama e via Reni, residenti pronti ad azione legale contro le piste ciclabili
La recente ondata di maltempo che ha colpito la Capitale ha riacceso con forza le polemiche riguardanti la nuova viabilità nel quartiere Parioli, dove i residenti hanno ironicamente ribattezzato lo storico stradone come lo stretto di via Panama. Le piogge hanno infatti trasformato la ciclovia, protetta da imponenti cordoli, in un vero e proprio canale d’acqua, esasperando una situazione già ritenuta critica dagli abitanti, dai commercianti e dai lavoratori della zona. Nonostante le ripetute denunce, il Comune di Roma non sembra intenzionato ad apportare ulteriori modifiche strutturali, portando i comitati locali a unire le forze. Il prossimo 3 febbraio è previsto un incontro decisivo tra gli esponenti del gruppo Sos via Panama e quelli di Sos via Guido Reni, con l’obiettivo di elaborare una strategia legale comune per denunciare le criticità create dalle nuove infrastrutture ciclabili in questo quadrante della città.
Le principali rimostranze sollevate dal comitato Sos via Panama riguardano il drastico restringimento della carreggiata destinata ai veicoli a motore. Secondo i portavoce del gruppo, ci si trova davanti a « una strada ridotta in certi punti a una larghezza di 4,40 metri, con imbuti che creano un traffico infernale e blocchi della circolazione tali da impedire un eventuale transito di mezzi di soccorso ». Sulla stessa lunghezza d’onda si pongono i rappresentanti di via Guido Reni, i quali lamentano « tanti danni a residenti e commercianti del Flaminio per realizzare 1018 metri di pista che non cambiano la ciclabilità della Capitale ». La preoccupazione per la sicurezza stradale e per la fluidità del traffico è dunque il motore di questa mobilitazione che minaccia di spostarsi dalle strade alle aule di tribunale.
Oltre ai problemi legati alla circolazione dei veicoli, emergono forti criticità per le fasce più fragili della popolazione. Benedetta Contardi, tra i responsabili del comitato Sos via Panama, ha evidenziato come le barriere architettoniche create dai nuovi cordoli rappresentino un ostacolo significativo. Nel suo intervento ha sottolineato come la situazione sia difficile: « senza parlare di disabili e anziani con deambulatori che possono attraversare solo in alcuni punti: sono costretti a percorrere decine di metri, vista la presenza dei cordoli ». Le testimonianze video e fotografiche diffuse sui social mostrano una strada spesso paralizzata dal traffico e soffocata dallo smog, in netto contrasto con gli obiettivi di sostenibilità ambientale che il progetto si prefiggeva.
L’intervento su via Panama fa parte del più ampio progetto del “Grande Raccordo delle Bici”, un anello di cinquanta chilometri finanziato con oltre 15 milioni di euro provenienti dai fondi Pnrr e del Giubileo. L’assessorato alla Mobilità, guidato da Eugenio Patané, ha già apportato alcune correzioni ai progetti originari nel tentativo di mitigare il malcontento, stabilendo che la ciclovia a doppio senso misuri 2,50 metri e che i marciapiedi possano arrivare fino a 3,29 metri. Tuttavia, queste misure non sono ritenute sufficienti dai cittadini, che chiedono a gran voce « il ritorno delle due corsie di marcia, perché ora il traffico è enorme, così come lo smog: non siamo contro le ciclabili, ma pensiamo che sia stata sovradimensionata, togliendo moltissimo spazio alla carreggiata ».
La situazione appare tesa anche sotto il profilo della sicurezza stradale, con segnalazioni di incidenti nel tratto compreso tra largo Cuba e piazza Ungheria. In questa zona, la carreggiata ridotta renderebbe difficoltose le manovre di svolta, creando code interminabili che si ripercuotono su tutta la viabilità locale. Rocco Gaudioso, altro membro attivo del comitato, ha denunciato come anche i nuovi marciapiedi presentino difetti di drenaggio, osservando che « hanno costruito un marciapiede enorme l’altro giorno era completamente allagato, come faranno i ciclisti? ». Con la conclusione dei lavori prevista per il secondo trimestre di quest’anno, la battaglia dei residenti per modificare l’assetto dello stretto di via Panama e di via Guido Reni entra ora nella sua fase più calda, puntando tutto su « un’azione legale congiunta » per ottenere ascolto dal Campidoglio.