
Roma, truffa delle campanelle: a Fontana di Trevi arrivano gli steward anti-raggiri
Nel cuore del centro storico di Roma, i negozianti hanno deciso di scendere direttamente in campo per contrastare un fenomeno illecito che da troppo tempo danneggia l’immagine della città e la serenità dei visitatori. Una squadra di steward ha iniziato a pattugliare le strade per invitare i gruppi dediti al gioco delle campanelle a non invadere le aree adiacenti alle attività commerciali e a non arrecare disturbo ai passanti. Questa iniziativa è stata promossa dall’Associazione commercianti rione Trevi, con l’obiettivo di supportare e rendere più duraturi gli effetti dei controlli che le forze dell’ordine e la polizia locale effettuano ogni giorno per arginare una truffa sistematica, spesso causa di accese risse e minacce. Il progetto sperimentale, avviato verso la metà del mese di maggio, si concentra per ora su tre vie caratterizzate da un altissimo flusso pedonale a pochi passi dalla celebre Fontana: via del Lavatore, via in Arcione e vicolo Scanderbeg.
La macchina organizzativa prevede l’impiego di due addetti alla sicurezza, operativi nella fascia oraria che va dalle 14 alle 22. Gli steward mantengono un contatto radio costante con i venti negozianti della zona che hanno scelto di aderire al progetto finanziando il servizio. Non appena i truffatori posizionano i loro banchetti improvvisati nei pressi di un negozio per avviare il finto gioco d’azzardo, il proprietario dell’esercizio allerta i vigilanti. Gli operatori si avvicinano tempestivamente all’organizzazione, invitandola ad allontanarsi e, qualora la situazione dovesse farsi tesa, richiedono l’intervento immediato delle forze di polizia. Nelle prime tre settimane di sperimentazione i risultati si sono rivelati decisamente positivi, portando a una quasi totale scomparsa del gioco nelle aree presidiate.
Il riscontro favorevole sta spingendo molti esercenti a chiedere un ampliamento del servizio, suggerendo di anticipare l’orario di inizio alle 13 e di prolungarlo fino alle 23. Si valuta inoltre l’estensione del pattugliamento ad altre aree del centro cittadino, in particolare nella zona del Pantheon, dove il fenomeno sta registrando un incremento preoccupante a causa della forte concentrazione di turisti. Un aumento delle adesioni tra i commercianti permetterà di abbattere i costi di gestione, che attualmente si attestano su alcune centinaia di euro al mese per ogni singola attività. Parallelamente, l’autorità giudiziaria e le forze di sicurezza continuano a eseguire blitz mirati che hanno già condotto a numerose denunce e al sequestro di somme ingenti. Il regolamento di polizia urbana di Roma Capitale contrasta severamente queste condotte, applicando sanzioni amministrative da 400 euro per la violazione del decoro degli spazi pubblici, alle quali si sommano 100 euro di multa per l’occupazione abusiva di suolo pubblico e la confisca dei materiali.
L’attività delle campanelle non deve essere considerata un passatempo basato sulla rapidità visiva, bensì un vero e proprio raggiro orchestrato nei minimi dettagli. Il meccanismo prevede l’utilizzo di tre piccoli contenitori e di una pallina di spugna che il truffatore, grazie a tecniche di manipolazione, nasconde tra le dita impedendo di fatto qualsiasi possibilità di vincita. La struttura criminale si avvale di finti giocatori che puntano banconote da 50 o 100 euro simulando facili vincite per attirare le vittime, mentre altri complici si posizionano come pali per segnalare l’arrivo dei pattugliamenti. L’intensificazione dei controlli è diventata necessaria dopo una violenta rissa avvenuta lo scorso maggio proprio a Fontana di Trevi, che ha spinto agenti in borghese a perlustrare l’intero perimetro tra via del Corso, piazza di Spagna e piazza Navona. Nonostante la forte pressione, le bande tendono a spostarsi rapidamente in altre zone panoramiche, come la terrazza del Pincio, dove i complici continuano a operare indisturbati mimetizzandosi tra la vegetazione del parco.
La pericolosità del fenomeno è confermata anche da recenti fatti di cronaca giudiziaria. Nei primi giorni di giugno, un intervento dei carabinieri si è reso necessario nei pressi di ponte Sant’Angelo, dove la truffa è degenerata in una vera e propria rapina. Una giovane turista di 26 anni è stata convinta a puntare 100 euro sul tappetino dei truffatori, ma un membro del gruppo ha approfittato del momento per sottrarle con destrezza altri 1000 euro in contanti direttamente dalle mani. Di fronte al tentativo di reazione della donna, i malviventi l’hanno spintonata con violenza per assicurarsi la fuga. Le indagini avviate dai militari del comando di piazza Venezia, condotte tramite l’analisi delle telecamere di videosorveglianza e i successivi riconoscimenti fotografici, hanno permesso di individuare e denunciare in stato di libertà cinque cittadini romeni, senza fissa dimora e con precedenti specifici, ora accusati di concorso in truffa e rapina impropria.
M.M.