
Roma regina dei pagamenti digitali: la Capitale corre più di Milano
Chi l’avrebbe mai detto che la Città Eterna, con la sua storia millenaria e le sue abitudini radicate, potesse trasformarsi improvvisamente in una delle capitali più tecnologicamente avanzate del Vecchio Continente? Eppure, i dati parlano chiaro: Stoccolma non è poi così lontana. Se la Svezia resta un modello quasi irraggiungibile per l’uso della moneta elettronica, Roma si è prepotentemente piazzata al terzo posto in Europa per tasso di crescita dei pagamenti senza contante. Un risultato sorprendente che vede la Capitale non solo guidare la riscossa italiana, ma addirittura doppiare Milano in termini di dinamismo. Nel corso del 2025, infatti, le transazioni digitali all’ombra del Colosseo hanno fatto registrare un balzo vertiginoso del 30,8%, mentre all’ombra della Madonnina la crescita si è fermata a un più modesto 17,5%. Secondo quanto riportato dall’ultimo osservatorio settoriale, « Roma nel 2025 si è affermata come una delle principali capitali cashless d’Europa », superando nelle statistiche di crescita realtà del calibro di Bruxelles e Parigi.
Questo cambio di passo non è frutto del caso, ma della convergenza di diversi fattori strutturali e congiunturali. In primo luogo, il Giubileo ha agito da formidabile acceleratore: l’enorme afflusso di turisti internazionali, abituati a pagare anche un caffè con la carta, ha spinto baristi, tassisti e negozianti di souvenir ad adeguarsi rapidamente. Non è un caso che proprio i negozi di oggettistica per turisti abbiano visto un incremento del 53,8% nell’uso del Pos. Ma oltre al fattore turistico, c’è un elemento di convenienza fiscale che ha convinto definitivamente i romani e gli italiani in generale. Il legame tra detrazioni Irpef e tracciabilità dei pagamenti ha spinto i cittadini ad abbandonare le banconote soprattutto in farmacia, dove le transazioni elettroniche sono più che raddoppiate, segnando un clamoroso incremento del 119,5% su base annua.
L’intera economia nazionale sta seguendo questa scia virtuosa, diventando sempre meno dipendente dal denaro fisico. Con un aumento complessivo del 26,7% rispetto all’anno precedente, l’Italia si posiziona al terzo posto in Europa per crescita, subito dopo Bulgaria e Svezia. I numeri contenuti nel Rapporto 2026 della Community Cashless Society indicano che il valore totale del transato digitale ha raggiunto i 502 miliardi di euro, arrivando a pesare per oltre 1/4 del Pil nazionale. È un segnale di modernizzazione che porta con sé benefici tangibili: dalla lotta all’evasione fiscale alla maggiore efficienza del sistema economico, fino alla sostenibilità ambientale, considerando che una transazione digitale genera il 70% di emissioni in meno rispetto alla gestione del contante.
Nonostante questa galoppata, il Bel Paese resta ancora leggermente indietro rispetto alla media europea per numero di transazioni pro-capite, ma il trend appare ormai irreversibile. Un recente rapporto della Banca Centrale Europea sottolinea come « l’Italia sia sempre meno cash first: le transazioni con carte hanno raggiunto il 32% del totale », a fronte di una costante diminuzione dell’uso della cartamoneta. Interessante notare come a Roma la digitalizzazione stia penetrando anche nei settori professionali, con architetti e ingegneri che registrano una crescita dei pagamenti tracciabili superiore al 73%. Persino il rito del caffè al bar sta cambiando pelle: sebbene qui si registrino gli scontrini medi più bassi, pari a circa 11,3 euro, le transazioni digitali sono aumentate del 37%. In questo panorama, Roma si attesta su uno scontrino medio di 31,8 euro, un valore che riflette una gestione quotidiana delle spese sempre più orientata verso il futuro e meno legata al vecchio portafoglio gonfio di banconote. Se Stoccolma raccoglie ormai le offerte in chiesa con il Pos, Roma sta dimostrando che la tradizione può convivere perfettamente con l’innovazione digitale più spinta.