Roma, maxi operazione antidroga al Quarticciolo: 14 arresti

07/10/2025

La droga scorre a fiumi al Quarticciolo, tra palazzi popolari, parchi e androni di edifici. Cocaina, crack, hashish e nuove sostanze sintetiche spuntano ovunque: nei cortili, sotto le mattonelle, dentro le cassette della posta o persino nei doppi fondi delle bottiglie d’acqua. È il volto più spietato dello spaccio romano, un sistema che — come dimostra l’ultima operazione dei carabinieri della Compagnia Casilina — ha trasformato il quartiere in una delle piazze più attive della Capitale. E per stroncare questo giro ininterrotto di stupefacenti, si susseguono le operazioni delle forze dell’ordine. L’ultima, condotta sotto il coordinamento della Procura e con il supporto delle unità cinofile e del Nucleo Radiomobile, ha portato all’arresto di 14 persone e alla denuncia di altre tre, oltre al sequestro di più di 3 chili di droga.

Le sostanze erano nascoste ovunque: nelle aiuole, nei tombini, tra i giochi per bambini. In totale i militari hanno recuperato 2.600 dosi di cocaina e crack, 19 panetti di hashish e 70 dosi di marijuana pronte per la vendita. Un giro d’affari enorme, alimentato da una rete di vedette e pusher organizzata su turni di 24 ore, con consegne quotidiane che partono dal quartiere per rifornire anche le zone centrali e della movida romana. Le indagini — proseguite anche in borghese e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia — hanno già evidenziato il legame tra lo spaccio locale e la ’ndrangheta, che gestirebbe i canali di approvvigionamento della cocaina, venduta a circa 35mila euro al chilo.

Dietro l’apparente normalità, un vero sistema criminale si è radicato nel tessuto urbano. I pusher, spesso di origine nordafricana, guadagnano 20 euro al giorno o vengono pagati in dosi di droga, operando senza sosta e sostituendosi rapidamente ai colleghi arrestati. Le dosi vengono consegnate e vendute con un’organizzazione da “delivery”, dove gli ordini arrivano attraverso canali Telegram o WhatsApp. Una filiera che unisce lavoro nero, degrado e criminalità organizzata, mentre lo Stato cerca di riprendere il controllo del territorio.

Il Quarticciolo, dove il governo ha avviato un piano di riqualificazione sul modello di Caivano, resta uno dei fronti più complessi della lotta alla droga a Roma. Gli abitanti, esasperati, hanno accolto con applausi l’arrivo dei carabinieri. «Siamo gente onesta, lavoratori che ci alziamo all’alba. Non ne possiamo più della paura, il quartiere è in mano agli spacciatori», ha gridato una residente, affacciata alla finestra di un palazzo popolare in piazza del Quarticciolo.

L’impegno delle forze dell’ordine proseguirà con controlli costanti, bonifiche e nuove indagini per colpire i vertici del traffico. Perché dietro le bottiglie d’acqua piene di cocaina e le mollette cariche di droga, si nasconde un’economia parallela che da anni soffoca uno dei quartieri più popolosi e dimenticati della Capitale.

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