
Roma, l’incubo di Piazza Euclide: baby gang a caccia di “pariolini”
Piazza Euclide, da decenni il cuore pulsante e il ritrovo iconico della gioventù romana, sta vivendo uno dei suoi momenti più bui, trasformandosi da storico salotto urbano a teatro di una violenza gratuita che i residenti definiscono ormai fuori controllo. Oggi è diventato lo scenario di un fenomeno inquietante ribattezzato dai suoi stessi protagonisti come “la caccia ai pariolini”. Non si tratta di un semplice gioco tra adolescenti, ma di una vera e propria strategia predatoria messa in atto da bande di bulli che, approfittando della folla che si raduna nei weekend, seminano il terrore tra ragazzini sempre più giovani, spesso appena tredicenni o quattordicenni. Le testimonianze che emergono dai racconti dei genitori e dalle denunce presentate alle autorità descrivono un clima di assedio dove la refurtiva spazia dai portafogli ai giubbotti, passando per accessori come auricolari wireless e sigarette elettroniche, arrivando a episodi di umiliazione estrema come raccontato da un padre preoccupato: «A un ragazzino hanno persino rubato un paio di scarpe, lasciandolo scalzo».
Il copione delle aggressioni sembra ripetersi con una precisione chirurgica, come dimostrano i fatti accaduti lo scorso 20 marzo. Un quattordicenne ha sporto denuncia descrivendo la rapina subita: «Verso le 23.30 sono stato accerchiato e aggredito da un gruppo di 6 ragazzi poco più grandi di me. Inizialmente mi hanno chiesto una sigaretta, poi mi hanno messo le mani in tasca, rubandomi i soldi che avevo e spingendomi a terra. Spaventato mi sono rialzato e sono scappato via». La gravità della situazione è confermata dal fatto che appena una settimana dopo, il 27 marzo, la stessa banda sarebbe tornata in azione colpendo un amico della precedente vittima. Il secondo giovane ha fornito descrizioni dettagliate, minuziose dei baby rapinatori. L’aspetto ancora più torbido della vicenda riguarda la presunta presenza di adulti, uomini tra i trenta e i quarant’anni, che osserverebbero la scena a distanza per poi chiedere ai membri della gang: «Cosa avete preso?».
I residenti di piazza Euclide lamentano notti insonni e un senso di insicurezza che le misure adottate in passato dalla Prefettura non sono riuscite a estirpare del tutto. Nonostante i rinforzi della vigilanza visti nel 2023, la situazione attuale sembra richiedere un presidio fisso e costante per evitare che la rassegnazione prenda il sopravvento sui più giovani.
Il rischio maggiore percepito dai genitori non è solo la perdita di oggetti materiali, ma l’impatto psicologico sui figli e la possibilità che la violenza possa degenerare in qualcosa di irreparabile. Una madre ha espresso con chiarezza questo timore, sottolineando come per i ragazzi la presenza di queste bande stia diventando una pericolosa normalità. La richiesta di una presenza istituzionale più forte diventa quindi l’unico strumento per restituire alla piazza la sua funzione originale di spazio di socializzazione sicura, sottraendola al degrado di una delinquenza minorile che sembra trovare in questo quadrante della capitale un terreno di caccia troppo facile.
M.M.